Viterbo – (sil.co.) – Cooperativa sociale specializzata nel servizio di trasporto disabili a giudizio per falso e truffa allo stato. Parte civile, per i danni, la Asl di Viterbo.
Si è aperto ieri davanti al giudice Elisabetta Massini il processo ai due responsabili di una società cooperativa viterbese per una presunta truffa sui voucher di viaggio.
I responsabili della onlus sono finiti nel mirino della guardia di finanza, nell’ambito del servizio di trasporto di pazienti sottoposti a dialisi, per una presunta frode contrattuale relativa al conteggio dei chilometri e del diritto di chiamata, con violazione, secondo l’accusa, della convenzione stipulata con l’azienda sanitaria locale in base a un atto regionale del 2014.
L’accusa di falso, in particolare, sarebbe legata ai voucher di viaggio, con false attestazioni per prestazioni non rese, come ha fatto notare l’accusa di fronte alle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa degli imputati, rappresentati dallo studio legale dell’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi del foro di Roma.
Tra le prove introdotte dalla procura, 5 verbali della guardia di finanza, tre raccomandate della Asl del 3 settembre 2002, del 12 settembre 2002 e del 9 maggio 2012, un elenco di fatture emesse dalla Asl, gli accertamenti sulle banche relativi alle ondagini patrimoniali. L’accusa si è invce riservata sulla produzione documentale relativa ai voucher, che sarebbero allegati alle sommarie informazioni testimoniali raccolte nel corso dell’inchiesta. Tra le prove anche la determina regionale numero 1614 del 2001.
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 9 dicembre, quando saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa.
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