Vasanello – Ribalta la foto del presidente della Repubblica in sala consiliare. E il gesto ad Antonio Porri, sindaco di Vasanello di Fratelli d’Italia, ora potrebbe creare qualche problema. Sull’episodio stanno infatti indagando gli agenti della questura di Viterbo. Ovviamente se ne sta occupando la Digos, ovvero la polizia politica.
La divisione investigazioni generali e operazioni speciali è al lavoro per ricostruire la genesi dei post. Perché il sindaco Porri, prima di mettere faccia al muro l’immagine di Sergio Mattarella, sul suo profilo Facebook ha scritto un messaggio in cui si è letteralmente scagliato contro la più alta carica dello stato. Poi, sempre sul social network, ha pubblicato lo scatto con cui ha immortalato il suo gesto: ribaltare la foto del presiedente della Repubblica.
Terminati gli accertamenti, i poliziotti della Digos potrebbero inviare un’informativa in procura. E per Porri potrebbe essere valutata la sussistenza del reato di vilipendio al capo dello stato. “Chiunque offende l’onore o il prestigio del presidente della Repubblica – recita l’articolo – è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Il reato si consuma quando sia comunicata con qualsiasi mezzo un’offesa relativa alla persona del presidente della Repubblica, sia in riferimento a fatti che ineriscono all’esercizio o alle funzioni cui è preposto, sia a fatti che riguardano l’individualità privata, anche in relazione anteriori all’attribuzione della carica”.
Il 7 settembre, mentre Mattarella dal forum Ambrosetti di Cernobbio chiedeva nuove regole su coesione e crescita, il sindaco Porri sul suo profilo Facebook scriveva: “Il presidente della Repubblica italiana chiede che va rivisto il patto di stabilità interno imposto dall’Ue. Ma dalla tua elezione a oggi, di cosa ti occupavi? Non era una cosa buona per gli italiani anche un anno fa? Parlando solo oggi, vuoi chiarire che sostieni una parte politica? Ti hanno tirato per la giacchetta? Ora vado in comune e ribalto la tua foto in sala consiliare. Oggi hai dimostrato di essere di parte”. Detto, fatto. Ecco che l’immagine del capo dello stato viene messa faccia al muro. Porri ha poi pubblicato lo scatto su Facebook. “Hai dimostrato di essere di parte – commenta -. E io ti ho ‘capovolto’, come si capovolgono i ruoli”.
Contro il sindaco è intervenuto il Pd Lazio. “Il primo cittadino di Vasanello chieda scusa e rispetti Sergio Mattarella, che è sempre stato presidente di tutti gli italiani. Anche di quelli come il sindaco Porri – hanno scritto in un comunicato congiunto il segretario regionale del Partito democratico, Bruno Astorre, e il vicecommissario dem di Viterbo, Marco Tolli -. Offendere il garante della Costituzione, che ancora una volta ha dato una lezione di linearità e rispetto dei valori democratici dando voce, anche a Cernobbio, alla spinta popolare per un nuovo corso del progetto europeo, è un atto grave che colpisce non solo Mattarella ma tutti i cittadini. In particolare quelli di Vasanello, per la gaffe del loro sindaco”.
Il gruppo consiliare di minoranza Vasanello che vorrei ha chiesto le dimissioni di Porri da primo cittadino, ricordando anche il suo ruolo di responsabile provinciale dell’Associazione nazionale comuni italiani. “Un gesto inqualificabile e pericoloso – lo ha definito il gruppo consiliare in una nota -. Un sindaco, cioè un rappresentante dello stato, si permette d’insultare pubblicamente e pesantemente la più alta carica dello stato stesso. Siamo veramente alla follia. Quello che ha fatto Antonio Porri non è una semplice battuta, né un modo originale di manifestare il proprio pensiero politico. È un atto inammissibile. Se Porri non si riconosce come rappresentante delle istituzioni democratiche, faccia un grande favore a tutta la città che ha così clamorosamente coperto di ridicolo: le abbandoni. Si dimetta, lo faccia al più presto, riconsegnando ai vasanellesi la dignità che meritano”.
Intervistato da Tusciaweb, il sindaco Porri ha detto: “Non ritengo di aver vilipeso il presidente Mattarella. Se si è sentito offeso, sono pronto a chiedergli scusa”. Per poi aggiungere: “La foto è già stata riposizionata nel modo corretto”. Ciò che è certo è che dopo la bufera i due post sul suo profilo Facebook sono stati rimossi.
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