Viterbo – (sil.co.) – Le punta un coltello alla gola e minaccia di uccidere nel sonno la fidanzata minorenne poi fanno pace e si sposano, ma il processo va avanti.
I fatti risalgono all’8 dicembre 2013. Pochi giorni prima l’aveva picchiata, costringendola a correre al pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni. Lei, che all’epoca aveva 17 anni, lo ha denunciato per minacce e lesioni, poi è tornata in Romania.
“Dopo cinque mesi però sono tornata in Italia e ci siamo rimessi insieme.Lui si era pentito e io ho voluto dargli un’altra chance. Ci siamo sposati e abbiamo messo al mondo due bambini”, ha detto la donna al giudice Giacomo Autizi, spiegando di voler rimettere la querela perché “lui è cambiato veramente” e la loro è una splendida famiglia.
Non ha potuto non raccontare, però, di quando il futuro marito, un connazionale, in un raptus di gelosia l’ha minacciata di morte. “Credeva avessi baciato un altro, anche se non era vero, così mi ha puntato un coltello alla gola dicendomi che mi avrebbe uccisa non appena mi sarei addormentata. Glielo ha levato il fratello ed è finita lì. Ma io sono corsa a denunciarlo e poi sono tornata in Romania, come mi ha consigliato mio fratello, che vive a Rieti”, ha spiegato la vittima.
Il prossimo 27 gennaio si torna in aula per la sentenza.
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