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La scure della chiusura notturna si abbatte sui locali - Il titolare dello Chic contro il comune: "Penalizzato chi crea intrattenimento"

“Clima di proibizionismo ci metterà in ginocchio e farà perdere posti di lavoro”

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Viterbo - Comune - Patto della notte - Mancini e Arena

Viterbo – Comune – Patto della notte – Mancini e Arena

Viterbo – (g.f.) – Locali pubblici, si va a letto presto pure al quartiere Villanova. Da San Pellegrino al resto della città dentro le mura e adesso anche in periferia.

Il comune revoca la deroga alla chiusura un po’ più tardi anche a uno dei bar della movida viterbese, lo Chic. Non più alle 2, tutti a ninna all’una. Come già successo per altre attività.

Una scelta che per il titolare Danilo Torrioni, avrà conseguenze negative per gli imprenditori e non solo.

“Questo clima di proibizionismo – scrive Torrioni in un post – servirà da un lato a mettere in ginocchio gli operatori del settore, toglierà posti di lavoro (se i locali non possono esercitare appieno le proprie funzioni non possono assumere barman, camerieri, band o dj) e sarà un palese invito ad andare a divertirsi altrove a chiunque volesse passare una serata senza vincolo di orario”.

Lo scorso febbraio è stato approvato il piano del commercio, con regole più stringenti per i pubblici esercizi, sono già state sospese le deroghe a quelli che potevano fare più tardi. Il provvedimento adesso si allarga.

“Revoca immediata della deroga oraria per la chiusura alle 2 – si legge nell’ordinanza firmata dal sindaco Giovanni Arena – dovrà osservare la fascia di chiusura dall’una alle 5”. Deroghe solo per eventi specifici, fine settimana, a patto siano garantiti: “maggiori livelli di sicurezza e rispetto della quiete pubblica, secondo le regole fissate nel protocollo d’intesa sottoscritto dall’amministrazione e dalle organizzazioni di categoria il primo ottobre”. Il famoso patto per la notte e che aveva già visto un altro locale, il Blitz, decidere di rinunciare alla musica dal vivo, appuntamento fisso da ormai 14 anni. 

Nel provvedimento firmato dal primo cittadino per lo Chic si fa riferimento anche a una contestazione per disturbo alla quiete pubblica il 10 ottobre e a un’altra per mancata chiusura, il 14 settembre entro le 2. Fanno parte dell’ordinanza, ma la decisione parte dalle nuove regole della vita notturna in città decise dal centrodestra, che hanno come conseguenza quella di: “procedere alla revoca delle deroghe provvisoriamente concesse, così come avvenuto per altre zone del centro storico”.

Un’imposizione che Torrioni non si aspettava. “Viviamo in una città dove chi si occupa di creare intrattenimento e divertimento viene penalizzato – continua nel suo post – lo sappiamo e abbiamo imparato a convivere con questa triste consapevolezza. Quello che mai avremmo immaginato però, è di vedere revocata la deroga che ci consentiva la possibilità di restare aperti fino alle due”.

In un locale, come spiega il titolare, frequentato da ragazzi che arrivano da tutta la provincia: “Gli stessi ragazzi che poi si riversano negli altri locali e creano economia sul territorio.

A scegliere lo Chic sono anche molti turisti e abbiamo clienti fissi che ogni weekend ci raggiungono dall’Umbria e della Toscana perché amano il format d’intrattenimento che abbiamo costruito.

Siamo i primi a consigliare strutture alberghiere e termali ai nostri clienti, ma sarà molto più difficile riuscire a invitarli ad alzarsi nel bel mezzo di una serata, perché in questa città è vietato divertirsi dopo l’una di notte”.

Un’attività frequentata da giovani, quindi anche studenti. “Siete certi che la pubblicità che stanno facendo gli studenti di oggi a Viterbo – si chiede Torrioni – servirà a farne arrivare di nuovi domani? Magari insieme ai locali che state massacrando chiuderà qualche università e aprirà qualche seminario e caserma in più”.


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8 ottobre, 2019

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