– “Bisogna tornare a camminare insieme” (gallery1 *gallery2 * video).
E’ breve ma intenso il discorso del vescovo di Viterbo Lino Fumagalli. La pioggia di questo pomeriggio ha fatto saltare il corteo storico, ma non la processione del cuore di santa Rosa.
Le parole del vescovo sul sagrato del Duomo sono cariche di significato. Richiamano i viterbesi a superare le divisioni e a collaborare per un progetto unitario.
“Stiamo per accompagnare il cuore di Santa Rosa nella tradizionale processione – ha esordito Fumagalli -. Il tempo è incerto e piove, quindi dirò solo poche parole. Il cuore è il centro degli affetti e delle decisioni della persona. Ciò che la qualifica. Vorrei dunque che condividessimo il cuore di santa Rosa nel suo grande amore per Dio e per la chiesa di Viterbo”.
Il vescovo ha invitato a prendere esempio dalla vita della piccola patrona di Viterbo. “Santa Rosa stasera ci dice di ritornare all’amore antico e di riscoprire il calore e la gioia che l’amore di Dio porta con sé. Ci insegna che vivere con Dio cambierebbe le nostre vite”.
Poi il richiamo alla coesione. “Santa Rosa ha avuto anche un grande amore per Viterbo e ha invitato tutti i viterbesi a essere uniti per difendere la loro libertà e dignità contro l’imperatore tedesco e le sue armate – ha detto -. Vorrei che la piccola patrona aiutasse i viterbesi a ritrovare quel senso di unità, collaborazione e solidarietà per rendere la nostra città e il nostro territorio sempre più abitabile. Un impegno che coinvolge ciascuno di noi. Siate costruttori della città. Insieme. Collaborando e individuando gli elementi per farlo”.
Quindi l’appello del vescovo. “Lavorate insieme al di là delle divisioni che possono derivare dall’appartenenza a gruppi o associazioni politiche e sociali diverse. Ritrovate unità e coesione. E’ questo il messaggio di Santa Rosa”.
L’unità per il vescovo darà un volto nuovo alla città. “Solo così sarà possibile iniziare a risolvere i tanti problemi del nostro territorio. Solo così sarà possibile ridare alla città il volto bello di una comunità di uomini capace di camminare insieme per progettare, gioire e festeggiare. E’ l’impegno per la vostra vita”.
Dopo il discorso del vescovo il silenzio è stato rotto dal grido del capofacchino Sandro Rossi che per due volte ha urlato “Evviva santa Rosa”. Incitamento al quale i facchini hanno risposto con un sentito “Evviva”.
E’ così che la processione è ripartita. Da palazzo papale, il baldacchino è tornato alla basilica di Santa Rosa passando da via San Lorenzo, via Roma e corso Italia, senza scendere a via Ascenzi verso via Marconi come era successo lo scorso anno.
Tanti i viterbesi che nonostante la pioggia hanno assistito alla processione. Armati di ombrello hanno seguito i facchini sfilare con il cuore della santa.
Erano presenti anche le autorità politiche e militari, tra cui il sindaco di Viterbo Giulio Marini e il presidente della provincia Marcello Meroi.
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