Viterbo – (g.f.) – “L’assessora Allegrini vuole la Banca d’Italia e noi vogliamo la Deutsche Bank”. Siccome sognare è gratis, nel dibattito sul rilancio del centro storico, Alvaro Ricci, consigliere comunale Pd, alza la posta.
La responsabile nella giunta Arena per il centro storico vorrebbe acquistare o prendere in locazione il palazzo che fu della Banca d’Italia e portarci gli uffici oggi fuori le mura e il consigliere Dem pensa ancora più in grande. Scherza, ma fino a un certo punto.
“L’idea dell’assessora – osserva Ricci – come linea di principio è condivisibile, ma forse è meglio concentrarsi su quello che è possibile realizzare”. Un’iniezione di sano realismo, perché come diceva Marzullo, i sogni aiutano a vivere meglio ma nel frattempo il centro storico muore.
C’è un vasto patrimonio immobiliare del comune da recuperare, senza contare i soldi che servirebbero per rilevare o affittare una struttura così grande e importante. Ci sono?
Concentrarsi sul possibile, è il suggerimento di Ricci. Per l’impossibile (o quasi,) c’è tempo.
E il possibile è scritto nero su bianco su una delibera approvata dalla precedente amministrazione il 7 gennaio 2013. Dettava le linee guida per riqualificare, valorizzare e recuperare il centro storico del capoluogo e delle frazioni.
“In quella delibera – ricorda Ricci – c’erano cose cui si può dare corso. Con una novità rispetto ad allora, gli introiti dell’imposta di soggiorno sono raddoppiati e oggi non c’è più il vincolo del patto di stabilità. Quindi si può investire, è possibile contrarre mutui per recuperare immobili in disuso e aiutare a ridare vita alla città dentro le mura”.
Per esempio l’ex tribunale a piazza Fontana Grande con annessa corte d’assiste L’amministrazione Michelini il pianoterra lo ha riaperto, spostandoci gli uffici dell’anagrafe. Ma va completato il recupero. Altri uffici comunali si possono spostare. Pure la sala del consiglio, volendo. Per rendere fruibile ai turisti, palazzo dei Priori. Dove il recupero dei locali sotto i portici è ancora fermo a metà.
“Questa delibera esiste – continua Ricci – la giunta Arena non sapeva nemmeno della sua esistenza. È un punto di partenza, migliorabile, modificabile. Per questo a breve vorremmo organizzare un incontro per discutere delle proposte e adeguarle, perché non cominciamo sempre dall’anno zero”.
La delibera, che è un atto d’indirizzo, parlava di una progressiva chiusura al traffico partendo da via San Lorenzo. Provvedimento attuato. Poi, nuovi parcheggi di scambio fuori le mura e adesso si sta ultimando l’ampliamento di quello all’esterno di valle Faul.
Il recupero dei locali sotto i portici di palazzo dei Priori, avviato a metà, ma non quello della riqualificazione dell’intera piazza. Poi interventi alle facciate degli edifici, attuati per un periodo da Michelini sindaco e poi fermati. Adesso potrebbero riprendere con gli incentivi nella manovra economica del governo.
Quindi, lo spostamento del mercato del sabato, migliorie al trasporto pubblico, tutela delle fontane monumentali, una diversa viabilità su via Marconi. Tutto lettera morta. Le proposte sono anche altre, magari Arena preferirà farne di nuove. Purché si faccia.
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