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Viterbo - Restano gravissime le condizioni del 55enne colpito alla testa con un pugno - Pronto a ricorrere al riesame il difensore di uno dei due ventenni arrestati

Tentato omicidio di via della Pettinara, dopo oltre due settimane ancora in coma la vittima

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Giovanni Maria Farina

La vittima – Giovanni Maria Farina

Viterbo - Via della Pettinara

Il luogo dell’aggressione – Via della Pettinara

Roberto Vestri

Roberto Vestri – Il 23enne che ha sferrato il pugno

Viterbo - Via della Pettinara - Due telecamere

Via della Pettinara – Due telecamere

Viterbo – (sil.co.) – Tra la vita e la morte. Non migliorano le condizioni del 55enne aggredito da due ventenni viterbesi in via della Pettinara nella tarda serata di domenica 13 ottobre. L’uomo, Giovanni Maria Farina, originario di Allerona, nell’Orvietano, è tuttora ricoverato in coma farmacologico all’ospedale di Belcolle, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. 

La vittima è stata trovata dai soccorritori incosciente e con una brutta ferita alla testa poco dopo le 20 lungo la via che si trova nel centro di Viterbo, tra piazza della Rocca e San Faustino. Gli operatori del 118 lo hanno trasportato a Belcolle, dove è giunto con un codice rosso a causa di una emorragia cerebrale per la quale è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza alla testa.

A distanza di oltre due settimane le sue condizioni di salute resterebbero molto gravi, tanto che i sanitari non avrebbero finora ritenuto esserci i presupposti per tentare di risvegliarlo e la prognosi resta ovviamente riservata.

Incastrati dalla videosorveglianza di un negozio di via della Pettinara, il 18 ottobre sono stati nel frattempo arrestati con l’accusa di tentato omicidio a scopo di rapina due viterbesi, Michele Montalbotti di 19 anni e Roberto Vestri di 23 anni, entrambi detenuti nel carcere di Mammagialla. Vestri, lunedì, è stato condannato a dieci mesi in primo grado per lesioni personali aggravate. La notte tra il 19 e il 20 dicembre 2014, sempre in centro, a San Pellegrino, accoltellò tre giovani, due romeni e un italiano, secondo l’imputato per legittima difesa. 

Sarebbe stato sempre Vestri, il 13 ottobre, immortalato dalle telecamere lungo la via, a sferrare il pugno a tradimento in testa a Giovanni Maria Farina, precipitato rovinosamente a terra privo di sensi, a causa della violenza del colpo dal quale non avrebbe neanche tentato di difendersi, avendolo ricevuto alle spalle. Se il 55enne non dovesse farcela i due giovani potrebbero essere accusati di omicidio.

Nel frattempo il difensore di Montalbotti, avvocato Giuliano Migliorati, è pronto a ricorrere al tribunale del riesame per il suo assistito, l’unico dei due che abbia finora collaborato con gli investigatori, ammettendo le sue responsabilità davanti alla pm Chiara Capezzuto e rispondendo anche alle domande del gip Francesco Rigato durante l’interrogatorio di garanzia successivo all’arresto. La coppia avrebbe teso un agguato alla vittima, ritenendo che avesse con sé un’ingente somma di denaro.

In base al filmato acquisito dagli inquirenti, il 19enne lo avrebbe distratto, mentre il 23enne lo avrebbe colpito da dietro atterrandolo. I due giovani si sarebbero quindi scambiati messaggi whatsapp sui rispettivi telefonini, anche questi agli atti, tra cui diversi vocali dal contenuto inequivocabile. 

Per le difese, che auspicano in prospettiva nella riqualificazione del reato in lesioni personali aggravate, non basta un pugno per contestare il tentato omicidio, in quanto un pugno, di per sé, a meno che non sia sferrato da un pugile professionista, non è in grado di uccidere. Intanto l’auspicio di tutti è che la vittima possa risvegliarsi al più presto dal coma. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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30 ottobre, 2019

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