Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Per il giudice furono tentato omicidio e rapina aggravata in concorso - Le difese: "Non volevano uccidere, faremo appello"

Pestato e rapinato in via della Pettinara, condannati a 8 anni e otto mesi ciascuno Vestri e Montalbotti

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Giovanni Maria Farina

La vittima – Giovanni Maria Farina

Viterbo - Via della Pettinara

Viterbo – Via della Pettinara

Roberto Vestri

Roberto Vestri

Pestaggio e rapina in via della Pettinara - Gli arrestati mentre intercettano la vittima nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Via della Pettinara – Gli arrestati mentre intercettano la vittima nei fotogrammi della videosorveglianza

Pestaggio e rapina in via della Pettinara - I due giovani arrestati nei fotogrammi inediti della videosorveglianza

Via della Pettinara – I due giovani arrestati nei fotogrammi della videosorveglianza

Viterbo – Massacrato di botte in via della Pettinara, condannati a 8 anni e otto mesi ciascuno Roberto Vestri e Michele Montalbotti. I due ventenni, per i quali l’accusa aveva chiesto dieci anni a testa, dovranno inoltre versare una provvisionale di 20mila euro alla madre e 50mila euro alla vittima. Confermate dal giudice le accuse di tentato omicidio e rapina aggravata in concorso. Le difese: “Non volevano uccidere, ricorreremo in appello”. La sentenza poco prima delle 13 di ieri dopo circa due ore di camera di consiglio. 

E’ arrivata a distanza di meno di un anno dai fatti la sentenza per i due ragazzi viterbesi – 24 anni Vestri e 20 anni Montalbotti – che la sera del 13 ottobre 2019, in pieno centro, hanno quasi ucciso Giovanni Maria Farina, il 57enne di Allerona (Terni) ridotto in fin di vita dopo essere stato colpito prima con un pugno alla testa e poi con un calcio in faccia mentre si trovava a terra dai due imputati. 

L’uomo, giunto in stato di incoscienza a Belcolle e sottoposto a un delicato intervento chirurgico, è rimasto ricoverato in coma vegetativo per mesi presso l’ospedale di Viterbo, da dove è stato dimesso solo all’inizio di quest’anno. Tuttora sottoposto a terapia riabilitativa, ha subito lesioni permanenti, con compromissione neurologica nelle funzioni più essenziali, quali la coscienza, il linguaggio e la motilità.

Incastrati dalle telecamere della videosorveglianza, sono stati arrestati dalla polizia il 18 ottobre e da allora sono in cella nel carcere di Mammagialla. 

A differenza degli imputati, accompagnati dalla penitenziaria, Farina non ha potuto essere in tribunale per partecipare al processo ed è stato per l’appunto rappresentato da un tutore. Non a caso è stato riconosciuto un risarcimento anche all’anziana madre. 

Il pubblico ministero Chiara Capezzuto, in aula col collega Stefano D’Arma, aveva chiesto dieci anni di reclusione ciascuno, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

La gip Rita Cialoni, sentite le difese, pur non riconoscendo agli imputati le attenuanti generiche, ha ridotto la pena a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Gli imputati sono stati inoltre condannati a una provvisionale di 70mila euro: 20mila euro alla madre e 50mila euro alla vittima, rappresentata da un tutore, in quanto ha riportato danni permanenti. 

I difensori Giuseppe Sinatra per Vestri e Domenico Gorziglia e Samuele De Santis per Montalbotti hanno insistito per la riqualificazione del reato di tentato omicidio. “I nostri assistiti non hanno agito per uccidere la parte offesa, non c’era da parte loro alcuna volontà omicidiaria”. hanno ribadito. 

Al termine dell’udienza, i legali hanno chiesto per i propri assistiti, in carcere da quasi un anno, la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. Ha dato però parere sfavorevole la procura. Sul punto la giudice Cialoni si è riservata e deciderà nei prossimi giorni se accogliere o meno l’istanza.

I difensori dei due ventenni, nel frattempo, preannunciano ricorso in appello, una volta che saranno state depositate le motivazioni della sentenza di primo grado.

“Possiamo ritenerci parzialmente soddisfatti dell’esito del processo, in quanto la pena inflitta per il tipo di reati contestati è stata anche più bassa di quella chiesta dalla procura. Ma insisteremo in secondo grado per la riqualificazione del reato di tentato omicidio, che secondo noi non è ravvisabile nel caso, e per il riconoscimento delle attenuanti generiche”, anticipano De Santis, Gorziglia e Sinatra.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
12 settembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/