Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Cinque mesi per tentato furto, mentre l'accusa aveva chiesto 4 anni per tentata rapina - La psichiatra: "Sano di mente, nonostante le bizzarrie comportamentali"

Trova la chiave sull’uscio e entra per rubare, condannato clochard

Condividi la notizia:

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Va in giro col cappotto leopardato in tutte le stagioni, ma nonostante le “bizzarrie comportamentali” è capace di intendere e di volere.  Non ha dubbi la dottoressa Cristiana Morera, incaricata dal tribunale della perizia psichiatrica sul noto clochard viterbese, da tempo recluso a Mammagialla, dove sarebbe diventato il beniamino della sezione, a causa degli innumerevoli guai giudiziari dovuti alla sua predisposizione al furto. 

Ieri mattina, scortato dalla polizia penitenziaria, è comparso davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei per rispondere di tentata rapina. Il 6 agosto 2014 sarebbe entrato con l’intenzione di rubare soldi all’interno di un’abitazione, facilitato dal fatto di avere trovato la chiave sulla porta d’ingresso. Una volta dentro, però, avrebbe trovato la padrona di casa che, urlando, lo ha messo in fuga, mentre all’esterno alcuni operai che lavoravano su un vicino ponteggio davano l’allarme. 

In carcere sta per un altro furto, più recente. “Questo processo è per una roba vecchia”, ha detto in aula “l’uomo col cappotto”, mentre il difensore Simone Bernini, che lo assiste con l’avvocato Fabrizio Ceccarelli, cercava con scarsi risultati di interrogarlo. 

La pm Paola Conti, alla luce dei precedenti, arricchiti da numerose recidive infraquinquennali,ha chiesto che l’imputato venisse condannato alla pena di quattro anni di reclusione e tremila euro di multa. Il difensore Bernini ha chiesto, nell’ordine, l’assoluzione dall’accusa di tentata rapina perché il fatto non sussiste, la non imputabilità per vizio di mente nonostante la perizia psichiatrica, l’assoluzione per insufficienza di prove e in ultimo la riqualificazione del reato in mera violazione di domicilio. 

Dopo una breve camera di consiglio, il collegio ha condannato l’imputato a cinque mesi e 400 euro di multa, riqualificando il reato in tentato furto, senza nemmeno l’aggravante, avendo l’aspirante ladro trovato la chiave di casa in bella vista sull’uscio della vittima. 


Condividi la notizia:
30 ottobre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/