Viterbo – (sil.co.) – “Costretta a farmi mantenere da mia madre novantenne”, dice la vittima, una casalinga settantenne in rotta col marito.
Vivono ancora insieme, ma dal 2013 lui non le dà più un centesimo, né per la spesa,né per le medicine. E’ la storia di una coppia di coniugi settantenni residenti nella Bassa Tuscia, che fanno vita da separati in casa, nonostante la moglie abbia denunciato il marito, finito a processo perché da anni non le versa più un euro di mantenimento. E lei, che ha sempre fatto la casalinga, morta l’anziana madre, non ce la fa più ad andare avanti.
“Da quando è andato in pensione, mio marito non mi ha più dato un soldo. Per prima cosa ha voluto donare due abitazioni, una mia e una sua, ai figli, ma il giorno dopo si è pentito e se l’è presa con me. Finché è stata viva mia madre, morta novantenne a ottobre dell’anno scorso, era lei che mi dava i soldi per mangiare, per vestirmi e per il dottore. Adesso sto usando i suoi risparmi e mi aiutano i figli e mio fratello, che mi ha dato anche la sua auto usata”, ha spiegato al giudice Giacomo Autizi la presunta vittima, sentita davanti all’imputato, che non ha battuto ciglio.
La situazione sarebbe precipitata negli ultimi cinque anni. “A aprile del 2015 ha fatto staccare la corrente e io per fare luce dovevo usare le candele. Niente acqua calda, niente frigorifero e niente lavatrice fino a quando non gli è venuto freddo, a Natale di quattro anni fa, per cui ha fatto riallacciare l’elettricità”, ha proseguito, raccontando che nel frattempo lei e il marito non si parlano più da tanto.
Negli ultimi mesi le cose sarebbero ulteriormente peggiorate. “Da settembre, di giorno sto a casa, ma la sera vado a dormire da mio fratello, perché non mi sento più sicura. A luglio ha staccato il gas e cucino col fornelletto. La caldaia non funziona più da due anni, per cui mi lavo altrove”, ha detto la donna.
Si è decisa a denunciarlo, sostenuta dai due figli, il 7 agosto 2017. “Ce l’aveva col maschio, un carabiniere, perché, dopo avergli donato casa, pretendeva che gli pagasse l’affitto. A me diceva che i soldi me li dovevo far dare da lui. Lo provocava. Un giorno che il figlio era in cucina a vedere la tv, mio marito si è messo a sentire la radio in camera a tutto volume. Hanno discusso e il padre gli ha dato un morso su una mano e poi lo ha preso a calci. Allora lo abbiamo denunciato. Fino a quel momento io ancora speravo in un ravvedimento”, ha raccontato al giudice. Dal 7 agosto di due anni fa, padre e figlio non si parlano più e si sono denunciati reciprocamente.
Al termine dell’udienza, sentiti anche i figli della coppia, che hanno confermato la versione della madre, il giudice ha rinviato il processo al 26 marzo 2020.
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