Viterbo – Fanno il pieno e scappano col benzinaio attaccato alla macchina, tre anni alla madre che era alla guida mentre è stata assolta per totale vizio di mente la figlia che era con lei al momento della rapina.
Sul banco degli imputati due donne viterbesi, la madre sulla sessantina e la figlia sulla quarantina, arrestate il primo marzo per rapina aggravata dopo che, a bordo di una Lancia Ypsilon, hanno fatto il pieno presso un distributore sulla Teverina dandosi alla fuga invece di pagare.
Il povero benzinaio colto di sorpresa, quando la sessantenne ha premuto a tavoletta l’acceleratore è rimasto attaccato al finestrino della vettura, urlando “fermatevi, troie, zoccole, mignotte”, facendo così scattare immediatamente l’allarme, con l’arresto in flagrante della coppia di rapinatrice, finita in manette per un pieno da 40 euro.
Madre e figlia sono state catturate dai carabinieri al termine di un inseguimento e ieri, difese dall’avvocato Luigi Mancini, sono comparse davanti al giudice Elisabetta Massini per la sentenza del processo celebrato col rito abbreviato.
La stessa accusa ha chiesto il non luogo a procedere perché incapace di intendere e di volere della quarantenne, mentre per la madre è stata chiesta una condanna a quattro anni di reclusione con lo sconto di un terzo del rito abbreviato.
Il giudice, alla fine, ha condannato la sessantenne, recidiva, a tre anni di reclusione, mille euro di multa e l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.
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