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Tribunale - Nella banca dati c'erano anche immagini e filmati di bambini - La difesa: "Scaricati inconsapevolmente da internet assieme al materiale per adulti"

Archivio porno e pedopornografico in garage, condannato imprenditore

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Porno archivio diviso per annate in garage, condannato.

I carabinieri hanno rinvenuto una impressionante “raccolta” di materiale pornografico e pedopornografico divisa per annate nel garage di un imprenditore viterbese di 44 anni che ieri è stato condannato a un anno di carcere e 1600 euro di multa con sospensione condizionale della pena. Il pm Stefano D’Arma aveva chiesto un condanna a un anno e due mesi di reclusione e 1600 euro di multa per detenzione di materiale pedopornografico. 

“In garage nascondeva una vera e propria banca dati di materiale pornografico, con adulti e bambini, un archivio suddiviso per anni, dal 2009 al 2017”, ha spiegato ieri al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei il maresciallo Piergiorgio Scoparo, comandante del nucleo radiomobile dei carabinieri di Viterbo che ha condotto le indagini. 

Secondo il difensore Samuele De Santis l’imputato era una sorta di “collezionista” con l”hobby” della pornografia. “Solo che scaricando decine e decine di file da internet, scaricava inconsapevolmente anche immagini e video di minori. Ma non li ha mai condivisi”, ha detto il legale durante la discussione.

Era la primavera di due anni fa quando i carabinieri hanno scovato il “tesoro” del 44enne, fermato alle 23,45 del 20 marzo 2017 per un controllo nei pressi di un distributore di viale Armando Diaz, fuori Porta Romana, con sei grammi di cocaina divisa in dosi in macchina.


Tradito da video e immagini sul cellulare

Durante la perquisizione i militari si accorsero che sul telefonino del presunto spacciatore c’erano immagini e video di bambine nude, alcune in inequivocabili atteggiamenti sessuali. E’ stato così denunciato a piede libero per la droga e anche per detenzione di materiale pedopornografico. 

“Per non rischiare di compromettere le prove, facemmo una serie di fotografie alle foto, senza scaricarle dal cellulare, successivamente sottoposto a perizia da un consulente tecnico-informatico”, ha spiegato in aula il comandante Scoparo. 


Pennette, memory card, hard disc e videocamere al setaccio

Nel corso dell’inchiesta, coordinata dalla procura della repubblica, i carabinieri passarono al setaccio, muniti di mandato di perquisizione,  l’abitazione, lo scantinato, il garage, le macchine, il luogo di lavoro dell’indagato, nonché la seconda casa al mare, sul litorale di Montalto di Castro. 

“Tra casa e garage, oltre all’archivio informatico diviso per annate, abbiamo sequestrato tante memorie di massa, vere e proprie banche dati contenute in pennette usb, videocamere, hard disc, memory card dei telefonini, computer e dvd. 

I successivi accertamenti  investigativi hanno permesso di constatare che all’interno dei dvd c’era un archivio pornografico e in due di essi numerosissime fotografie riproducenti bambini completamente nudi e in alcune circostanze con bambine che compiono atti sessuali.


In garage il porno archivio per annate

Nel garage dell’abitazione viterbese del 44enne la sorpresa del porno archivio informatico suddiviso per annate, nove anni di filmati e video scaricati da internet tra il 2009 e il 2017. Attraverso l’analisi di uno dei telefoni in uso all’imputato è emerso come fosse usuario di un account Google e attraverso una ricerca con lo stesso telefono si è potuto accedere alle immagini registrate  all’interno dell’archivio informatico. 

“Come nei dvd, anche in questo caso è stato rinvenuto un archivio di materiale pornografico, suddiviso in anni, dal 2009 al 2017, e molto più consistente negli ultimi anni, accertando che 43 file video ritraevano ragazze minorenni e bambine dall’età apparente di 8-10 anni in atteggiamenti dall’indubbio sfondo sessuale, ponendo in mostra i genitali e praticando talvolta autoerotismo”, si legge nelle carte dell’inchiesta.

Il back up delle immagini estrapolate a campione dai supporti è stato prodotto dal pm D’Arma che ne ha chiesto l’acquisizione nel fascicolo del processo, depositando anche l’hard disc della perizia tecnica del consulente della procura. 


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20 novembre, 2019

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