Viterbo – (sil.co.) – Buttafuori violenti in discoteca, al via il processo a quattro addetti alla sicurezza rinviati a giudizio dal gup Savina Poli.
Sarebbero stati traditi dalla videosorveglianza e dalle foto su Facebook. Secondo l’accusa avrebbero allontanato con la forza dalla pista da ballo e rinchiuso le vittime, tutti avventori, all’interno di stanze dove poi sarebbero stati picchiati selvaggiamente, tanto da dover ricorrere alle cure dell’ospedale.
A processo un 43enne di San Martino al Cimino, un 35enne romano, un 51enne di Capranica e un 53enne di Vallerano. Ieri la prima udienza davanti al giudice Gaetano Mautone che, per un vizio procedurale, ha dovuto rinviare all’8 maggio l’ammissione delle prove.
Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali aggravate, violenza privata e sequestro di persona in concorso per fatti avvenuti tra l’estate del 2014 e i primi mesi del 2015 in una nota discoteca della provincia. Quattro le presunte vittime, tutti avventori del locale, uno solo dei quali si è costituito parte civile con l’avvocato Rodolfo Bentivoglio.
Il primo episodio risale al 17 agosto 2014 quando l’addetto alla sicurezza 43enne di San Martino, secondo l’accusa, avrebbe preso a pugni in faccia una delle vittime spaccandogli il naso, con una prognosi di 90 giorni.
A Ognissanti di cinque anni fa, invece, il 51enne di Capranica e il 35enne di Roma avrebbero tenuto lontani con la forza dalla pista da ballo altri due avventori, rinchiudendoli in un locale esterno alla sala, dove li avrebbero poi picchiati al volto, costringendo entrambi a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso. Quattro mesi dopo, a marzo del 2015, non contenti, avrebbero anche minacciato le vittime di ulteriori conseguenze, se avessero sporto denuncia.
Il 18 gennaio 2015 è toccato all’unica delle parti offese che si è costituita parte civile. Sempre il 35enne romano e il 51enne di Capranica, in compagnia del buttafuori 53enne di Vallerano e di altri soggetti rimasti sconosciuti, avrebbero letteralmente sequestrato la vittima, sollevata di peso dalla pista da ballo e portata in uno stanzino dove sarebbe stata picchiata selvaggiamente, tanto da riportare, come si legge nel referto medio allegato al fascicolo del processo: “Una frattura scomposta del seno mandibolare destro… con prognosi di giorni 63”. Il poveretto è riuscito a sfuggire agli aggressori soltanto quando sono giunti in suo soccorso i carabinieri, che nel frattempo era riuscito a chiamare per telefono, facendo scattare l’allarme.
– Aggressione in discoteca, denunciati
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