Nepi – (sil.co.) – Scende le scale che portano alla piazza di spaccio del paese, facendo il verso di tornare indietro alla vista dei carabinieri che insospettiti lo bloccano immediatamente per un controllo.
Erano passate da poco le sette di sera del 17 ottobre 2017.
E’ così che i militari della stazione di Nepi, due anni fa, hanno scoperto il “tesoro” che un giovane del posto nascondeva nella tasca sinistra del giubbotto: un involucro di cellophane di colore rosso, all’interno del quale era custodito un vero e proprio minimarket di sostanze stupefacenti, per un peso complessivo di oltre mezz’etto, 60 grammi tra hashish e marijuana, suddivisa in dosi pronte da immettere sul mercato.
A processo per spaccio è finito un presunto pusher di piazza Fontana. Un luogo che almeno due anni fa sarebbe stato un abituale ritrovo di giovani del posto per lo scambio e il consumo di sostanze stupefacenti, secondo la testimonianza di uno dei carabinieri intervenuti la sera dell’arresto. L’imputato è difeso dall’avvocato Mara Mencherini.
Un tesoro stile matrioska.
“Nell’involucro rosso c’erano altri sei involucri per un totale di 60 grammi di droga. In uno c’erano 16 grammi di hashish. Dentro un altro, tre involucri bianchi con dentro circa 5 grammi di hashish ognuno. In un altro 30 grammi di hashish, suddiviso in sette involucri bianchi da 5 grammi l’uno. Negli altri tre, invece, c’erano da uno a tre grammi di marijuana o hashish. Lo stupefacente è stato poi analizzato dal Ris di Roma, mentre a casa del giovane non abbiamo trovato niente”, ha spiegato il militare.
Il processo riprenderà il prossimo 6 maggio.
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