Blera – “Cosa più unica che rara, l’attuale amministrazione dell’università agraria di Blera, come quella di altre università agrarie della Regione Lazio, nel mese di ottobre 2018 ha raggiunto il quinto anno di consiliatura, realizzando l’intero programma per il quale era stata eletta”. A dirlo i consiglieri del gruppo di maggioranza Dominio Collettivo dell’università agraria di Blera, sottolineando come al termine dei cinque anni l’amministrazione non sia scaduta. “Tanto è vero che nessuno ha imposto le elezioni” sottolineano.
“A seguito dell’entrata in vigore della legge dello stato n. 168/2017, che ha riconosciuto l’università agraria un soggetto dotato di personalità giuridica privata, non più pubblica – spiegano in una nota -la Regione Lazio aveva la possibilità di promuovere un ‘riordino’ di questi enti sino al mese di dicembre 2018. Ma la Regione non lo ha mai fatto”.
“Fino all’inizio dell’estate 2019, la Regione ha fatto solo proposte, confuse e in alcuni casi incostituzionali, imponendo di fatto un ritardo alle università agrarie nella stesura dei nuovi statuti, per cui molti enti non si sono dotati di uno statuto a recepimento della legge n. 168/2017 anche per incertezza normativa”. dicono i consiglieri del gruppo di maggioranza.
“Vista la delicatezza della materia, in quanto lo statuto servirà anche a definire le modalità di elezione, il presidente Luca Torelli ha partecipato a diverse giornate di convegni e di studio, anche alla camera dei deputati, alla presenza di insigni giuristi e professori di diritto che hanno scritto la legge, nell’interesse degli utenti di Blera e al fine di dare una corretta interpretazione delle norme – proseguono – questo mentre altri consiglieri andavano a raccomandarsi a politici di destra e di sinistra per far cambiare la legge”.
E ancora. “Gli unici consiglieri che si sono dimessi sono i tre consiglieri di minoranza rimasti: Angelo Menghini, Arturo Ranucci, Mauro Di Silvio. Ma non si sono dimessi un anno fa, ma solo lo sorso 2 dicembre. Consiglieri che peraltro non saranno ricordati né per essere stati presenti durante i cinque anni, né per le proposte fatte. A seguito delle loro dimissioni, in data 13/12/2019 con protocollo n. 582 abbiamo inviato le lettere di surroga, ma nessuno della minoranza, dimostrando assoluto disinteresse per l’università agraria, si è presentato all’assemblea degli utenti del 23/12/2019”.
“Nella seduta dell’assemblea degli utenti del 23/12/2019 non solo è stato approvato il nuovo statuto dell’ente, ma è stato anche fissato il giorno delle elezioni. Per cui se questi signori avessero partecipato all’assemblea, avrebbero evitato l’ ennesima, pubblica, figuraccia. Ci sono due tipologie di amministratori: quelli che amministrano per il bene comune, con sacrificio e dedizione quotidiana, e quelli che usano il bene comune per scopi personali. E il fatto che il ‘terreno’ occupato da una associazione della quale è socio il consigliere dimissionario Angelo Menghini sia stato reintegrato qualche mese fa nella proprietà dell’università agraria di Blera, può far sorgere qualche dubbio sulla natura degli interessi di qualcuno. La storia insegna che chi non conta nulla e non rappresenta nulla, se non i propri interessi, ha una sola ossessione: votare il prima possibile”.
“Ci vedremo presto alle elezioni del dominio collettivo dell’università agraria di Blera -la conclusione – chiedendo sin da subito alla forza pubblica di mettere in campo ogni azione volta al controllo e al corretto svolgimento delle operazioni di voto”.
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