Bassano Romano – (sil.co.) – “Mi chiamava ‘chiappe d’oro’ davanti agli avventori brilli, diceva a tutti che avevo un bel culo e un giorno che eravamo soli mi ha toccato i genitali, cercando di baciarmi e farmi tirare giù i pantaloni”. Così in tribunale una giovanissima barista, che ad agosto 2017 ha denunciato il suo datore di lavoro, titolare di un pubblico esercizio a Bassano Romano. L’uomo è finito sotto processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei per violenza sessuale sulla dipendente, che era appena maggiorenne all’epoca dei fatti.
La vittima, parte civile con l’avvocato Domenico Gorziglia, è stata sentita ieri in aula alla prima udienza del processo, durante la quale ha raccontato come abbia lavorato per l’esercente soltanto dieci giorni, dal 4 al 14 agosto di due anni fa, licenziandosi 48 ore dopo le avances indesiderate del 12 agosto.
L’ex datore di lavoro l’avrebbe messa all’angolo “nel corridoietto tra la cucina open space e il punto slot machine”, mettendole le mani addosso e invitandola a spogliarsi per toccarle il sedere “mentre io gli dicevo che era anche fidanzato e facevo resistenza”. L’episodio del conclamato approccio di natura sessuale sarebbe finito lì, ma la barista si sarebbe sentita presa di mira anche quando “davanti agli avventori brilli che mi facevano complimenti, rispondeva in maniera sboccata, facendo commenti maschilisti, chiamandomi ‘chiappe d’oro’ e dicendo che avevo un bel culo”.
Fino alla notte tra il 14 e il 15 agosto. In paese le celebrazioni del carnevale estivo, al bar serata karaoke. “Più pensavo all’accaduto e più ci stavo male. Per cui ho deciso di andare via, anche per la vergogna”, ha spiegato la giovane, oggi 21enne.
“Oltretutto doveva pagarmi settimanalmente e ancora non lo aveva fatto. Per cui, quando ho chiuso il locale, dopo avere pagato 150 euro al dj del karaoke, mi sono tenuta gli altri 189 euro dell’incasso, calcolando che mi doveva dare 150 euro per la prima settimana e altri 50 euro per i primi tre giorni di quella successiva. Lui, su WhatsApp, mi aveva detto di prenderne solo 50 e che il resto me lo avrebbe dato poi. Ma io volevo chiudere, gli ho anche fatto lo sconto”, ha concluso. Pochi giorni dopo si è recata in caserma e lo ha denunciato ai carabinieri.
Il processo riprenderà il prossimo 7 luglio.
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