Riceviamo e pubblichiamo – Buongiorno, sono una donna lavoratrice e pendolare, con due figli piccoli, di cui uno frequentante la sezione dei “semidivezzi” (1-2 anni) dell’asilo nido comunale “I cuccioli” di Viterbo e vorrei portare a conoscenza di tutti i lettori la situazione in cui versa tale struttura.
Partendo dal presupposto che ritengo sia un’ottima scuola, sia dal punto di vista educativo che strutturale, devo però sottolineare come sia peggiorata ultimamente a causa dei continui tagli soprattutto a discapito del personale.
Ad esempio nella classe di mio figlio sono iscritti 16 bimbi con sole 3 educatrici, che al momento attuale sono impegnate nell’inserimento dei nuovi arrivati e devono garantire la presenza proprio a tale scopo la mattina, con il risultato che ancora non hanno potuto iniziare il tempo pieno, che in tutte le altre scuole già è in funzione, e la cui data di partenza è slittata addirittura al 15 ottobre.
Inoltre un’educatrice assegnata alla classe è in maternità e non è stata sostituita, con la scusa che non ci sono fondi (però il Comune li ha trovati i fondi per il parcheggio a valle Faul, di cui noi cittadini non avremmo potuto, a detta loro, fare a meno, e per la cui costruzione ci sono voluti addirittura 6 mesi e attualmente non è ancora in funzione).
Vorrei che l’assessore ai servizi sociali prendesse provvedimenti a tal senso, considerando che tutti i bambini frequentanti e paganti la retta mensile hanno uguali diritti degli altri nelle altre strutture, e concedesse almeno educatrici a part time per permettere a noi famiglie di fruire dell’orario a tempo pieno per il quale abbiamo iscritto i nostri figli (e la cui iscrizione è stata regolarmente accettata mesi fa).
Considerando che il numero legale di educatrici per bambino è di 1 a 7 e se rimanesse al numero attuale di 3 in una classe di 16 bimbi, nella quotidiana turnazione di due educatrici la mattina e una il pomeriggio, si avrebbe la mattina il rapporto di 1 a 8, cioè al di sopra della soglia prescritta per legge, costringendo le maestre, il pomeriggio, ad accorpare le classi per ovviare a tale problema, e perdendo così qualsiasi soluzione di continuità educatrice/bambino, su cui tanto si punta per la serenità e la crescita dei bambini di ogni asilo nido.
Giada Quatela
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