Montefiascone – (sil.co.) – Accompagna amici a testimoniare a un processo per droga e scopre di essere anche lui imputato assieme a un connazionale.
E’ successo ieri, tra lo stupore generale ma soprattutto del diretto interessato, al tribunale di Viterbo. Il connazionale è stato condannato, proprio ieri, a cinque mesi di reclusione e 900 euro di multa, con sospensione condizionale della pena, per detenzione ai fini di spaccio di hashish con l’aggravante della minore età degli assuntori. Lui dovrà tornare per essere processato a parte.
La coppia di presunti pusher, secondo l’accusa, sarebbe stata il punto di riferimento di una comitiva di ragazzini minorenni di Montefiascone, cui – tra dicembre 2015 e aprile 2016 – avrebbero venduto abitualmente marijuana, a 10-20 euro al grammo, da fumare a Pratogiardino o a casa mentre giocavano a Risiko. Secondo i testimoni, fumavano tutti insieme e la droga l’acquistavano facendo la colletta.
Lui è un giovane romeno, da quattro anni a Londra per lavoro, informato “in diretta” dal collegio che anche lui dovrà essere processato, per cui doveva lasciare un indirizzo e tenersi in contatto col difensore Elisabetta Centogambe, convocata in fretta e furia per gli adempimenti del caso. Essendosi trasferito all’estero, al momento della notifica del decreto di citazione a giudizio era risultato irreperibile e la sua posizione era stata stralciata.
Superato l’inedito imprevisto, sono stati sentiti come testimoni cinque giovani di Montefiascone, di età compresa tra i 25 e i 29 anni, tutti restii ad ammettere quanto riferito a suol tempo ai carabinieri, ovvero di avere acquistato “fumo” dai due romeni. Restii al punto che il collegio ha disposto il rinvio alla procura degli atti relativi alla testimonianza di un 25enne.
Il 25enne, in particolare, ad aprile di quattro anni fa disse ai carabinieri di avere comprato 3-4 volte hashish dai romeni, spiegando di averlo ordinato per telefono e di averlo pagato 10 euro al grammo. Ieri ha negato di averlo mai detto, spiegando che non ne aveva bisogno. “In casa – ha detto – avevo una piantagione di erba, per la quale ho anche fatto i domiciliari. Il fumo ce l’avevo del mio, non lo dovevo comprare”. Adesso rischia di essere incriminato per falsa testimonianza.
Il pubblico ministero ha chiesto per l’unico dei due imputati ieri a processo una condanna a un anno e due mesi di reclusione e duemila euro di multa. I giudici del collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei lo hanno condannato a cinque mesi e 900 euro di multa, con sospensione condizionale della pena.
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