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– Un ricordo per tutti coloro che sono morti facendo il loro mestiere e un incoraggiamento ad esercitare questa professione per costruire l’unità (fotogallery).
All’insegna di questo pensiero si è svolta questa mattina la santa messa in onore di San Michele Arcangelo, patrono della polizia di stato.
Alla celebrazione, che si è tenuta nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha, sono intervenuti tra gli altri il questore Gianfranco Urti, il comandante provinciale dei carabinieri Gianluca Dell’Agnello, l’assessore provinciale Gian Maria Santucci. La messa è stata officiata da don Flavio Valeri.
“San Michele – ha ricordato don Flavio all’inizio della celebrazione – rappresenta un amico che sta vicino a chi fa questo mestiere pericoloso. Ringraziamo il Signore per aver affidato loro questo compagno di viaggio.
Bisogna vedere questo momento – ha continuato – come un modo in cui ci rafforziamo perché il compito della polizia è mettere a disposizione la vita per gli altri”.
Dopo la lettura di rito della preghiera della polizia di stato, il questore Urti è intervenuto prima della conclusione della messa.
“Quello del poliziotto – ha ricordato – è una lotta perenne contro l’illegalità sull’esempio di san Michele Arcangelo. Il ringraziamento va agli uomini e alle donne della polizia di stato che sacrificano anche i momenti per stare con la loro famiglia nella consapevolezza del mestiere che fanno”.
E poi un pensiero a chi è caduto esercitando la professione.
“Questa cerimonia non può alleviare il dolore dei familiari per chi è caduto in questo mestiere – ha sottolineato il questore Urti – e io non posso far altro che ricordare”.
“Solo guardando al passato – conclude – possiamo costruire un futuro a salvaguardia di chi ne ha bisogno”.
Elisa Cappelli
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