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Vetralla - La storia della casa editrice di Davide Ghaleb raccontata da Antonello Ricci - Vent'anni di attività, 200 autori e 20 collane - Ieri mattina l'inizio dei festeggiamenti che andranno avanti per tutto il 2020

“Tra la biretta di Acquapendente e il trionfo di donna Cornelia…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Tra la biretta di Acquapendente e il trionfo di donna Cornelia”. Antonello Ricci ha colto nel segno. Come sempre. Ieri mattina. Ai 20 anni della casa editrice Davide Ghaleb. Con tanto di conferenza stampa-evento. In via Roma, casa del libro, a Vetralla. Un editore, Ricci l’ha battezzato così anni fa, “santo, santo. Santissimo”. Perché di poche parole. E Davide Ghaleb è così. Ma di opere tante. Come appunto i Santi. O gli editori poeti. Quelli che in secolo ne nascono veramente pochi. Due, tre. Al massimo. E Ghaleb è uno di quelli.

“Lo conobbi nell’estate del 2004 – ha raccontato Ricci in conferenza stampa -. Davide è stato sempre un uomo sulla barricata, con la capacità di andare al cuore delle persone che incontra. Qualsiasi follia gli proponi lui è lì. Pronto. Come quando, dopo una biretta ad Acquapendente facemmo un evento che ci fece guadagnare meno di quanto spendemmo per quella biretta. Oppure per la giornata alla villa di Donna Cornelia a Viterbo. Quando invece portammo a casa 500 persone paganti”.


Vetralla - I vent'anni della casa editrice Ghaleb

Vetralla – I vent’anni della casa editrice Ghaleb


Vent’anni d’attività, che verranno festeggiati per tutto il 2020. Duecento autori, 250 libri, 20 collane e un migliaio di eventi. Vita, morte e miracoli. E ieri mattina, in conferenza stampa, i protagonisti di quest’avventura c’erano un po’ tutti. Assieme a Ghaleb, autori e curatori delle collane realizzate nel corso degli anni. Seduti in sala, l’archeologa Elisabetta De Minicis, Diana Ghaleb e Gabriella Norcia, punti di riferimento di un lavoro ventennale, i docenti del master in narrazione di comunità dell’Unitus Antonello Ricci e Marco D’Aureli, l’attore Pietro Benedetti e il ricercatore, e autore della casa editrice Andrea Natali. Mancava solo Domenico Birelli, scomparso l’anno scorso. E fa ancora male pensare che non ci sia più. Lo stesso dolore che si prova per la perdita di un padre cui si è voluto molto bene.


Vetralla - Davide Ghaleb

Vetralla – Davide Ghaleb


La vita. Ghaleb nasce una sessantina d’anni fa. L’origine è siriana, probabilmente ebraica. Il padre. Di lui si sa poco. E poco Davide c’ha parlato. Si sa invece che arriva in Italia, durante il fascismo. E che, in Francia, frequenta pure la Sorbona. L’università di Sartre, Cartesio e Lacan. Poi più nulla. Se non che fece pure parte, il padre, della Folgore, nata nel viterbese e trasferitasi altrove dopo la guerra. Ghaleb è invece un antifascista, di comprovata fede. Vive a Roma, con la famiglia. Attraversa i movimenti degli anni ’70. Il ’77, soprattutto. E lo fa da fotografo. Foto stupende su quegli anni, orribili, di piombo, magnifici. Che non ha mai voluto pubblicare, e farebbe bene a farlo. Uno sguardo potente e discreto, come Davide sa essere, sulla capitale. Quella delle periferie e delle lotte che in quei posti, in quegli anni, si combattevano. 

E nel bel mezzo di quegli anni c’è stato anche un viaggio che cambiò tutto. In nord Africa. Quando Ghaleb disse ai suoi genitori che si trattava solo di una vacanza. Rimase invece per anni. Un viaggiare, come fu per Ulisse, tanto per andare.


Vetralla - Antonello Ricci

Vetralla – Antonello Ricci


Dopodiché l’approdo a Vetralla e a Gabriella Norcia, compagna di vita e di viaggio. Anche lei con la sua storia. Quella di una famiglia “contro”, come fu suo zio Felice, maestro di scuola elementare. Di cui ha raccolto le gesta, mirabili, in un libro che lo è altrettanto: “Il Ciuco. Antologia di testi tratti dal giornalino di classe di Tre Croci”, Davide Ghaleb editore. Un’opera commuovente, un piccolo capolavoro che ha reso omaggio a un uomo che in quegli anni di notabilato paesano insegnò a tutti che la trasmissione dei valori non per forza doveva essere dolorosa. Con Gabriella Norcia la nascita della casa editrice. Prima ancora che con Elisabetta De Minicis, professoressa di archeologia medievale all’università degli studi della Tuscia, ed Enrico Guidoni, docente di storia dell’urbanistica all’università La Sapienza di Roma. A loro, Norcia, De Minicis, Guidoni, la casa editrice che quest’anno compie vent’anni, deve molto. Così come il territorio, vetrallese e della Tuscia, in cui hanno agito.

“Una casa editrice – ha detto De Minicis – che ha lavorato alla trasformazione di tuto ciò che aveva attorno. E alle risorse che il territorio ha messo in questa trasformazione”.


Vetralla - Gabriella Norcia

Vetralla – Gabriella Norcia


La morte. “Ghaleb nel 2003 – come Ricci stesso ha ricordato in conferenza stampa – ha subito un trapianto di fegato”. E non si è mai arreso. Anzi. E’ stato, ed è, nonostante tutto, come se nulla fosse. Una morte, perché di questo s’è tratto, da cui coraggiosamente e con forza è rinato. Continuando ad investire su un progetto, quello della casa editrice, che ha dato spazio a tutti. Al territorio innanzitutto, che con Ghaleb, e tutta la sua famiglia, Diana inclusa, oggi delegata alla cultura del comune di Vetralla, ha conosciuto forse uno dei suoi più rari e profondi momenti di libertà e liberazione. Da antiche catene d’oppressione. Attraverso il riscatto della cultura, che si fa libro e trasmissione di saperi.


Vetralla - Diana Ghaleb

Vetralla – Diana Ghaleb


“I compleanni sono importanti – ha detto Andrea Natali -. E ogni pubblicazione è sempre un dono. Pubblicare sul territorio è poi un rischio. Quello che Davide corre ogni volta”.

I miracoli. La casa editrice che quest’anno compie vent’anni. E non è da tutti. Ma è da Ghaleb. Il “santo, santissimo editore”.

Daniele Camilli


– “Vent’anni e non sentirli…” 


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23 febbraio, 2020

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