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Viterbo - Lettere - Scrive Liliana Ciorba

Traslocate le suore di San Faustino

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La scuola San Faustino

Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,

mi chiamo Liliana Ciorba e le scrivo questa lettera per sottoporle un caso verificatosi nei giorni scorsi nella parrocchia della santissima Trinità a Viterbo. E’ dal 1969 che conosco molto bene le suore Apostole del Santo Rosario conduttrici e educatrici, insieme ad altre insegnanti e maestre, della scuola materna ed elementare parificata San Faustino.

Una scuola che ha visto studiare e formarsi con successo, in quasi mezzo secolo di attività, tantissimi nostri concittadini ormai diventati adulti. Numerose le attività collaterali organizzate in questo arco di tempo dalle insegnanti e dalle suore della scuola parificata. Grest, recite, cori, mostre di presepi, gite, tornei di calcio e altre iniziative che spesso animavano anche i locali e gli spazi aperti adiacenti della vicina chiesa della Santissima Trinità.

Tutte attività sane, queste, che avevano il pregio di integrare ragazzi e genitori con la scuola e la parrocchia. Le suore dal 1963 hanno abitato alcuni locali dell’omonimo convento, accudendo e servendo i padri agostiniani, cucinando i pranzi e le cene, lavando e stirando molti dei loro indumenti personali e anche i paramenti della chiesa dedicata alla Madonna Liberatrice.

Improvvisamente, nei giorni scorsi, le suddette tre suore (suor Lucia, suor Michelina e suor Francesca) sono state “costrette”, secondo i bene informati “per ordini superiori”, a traslocare in un appartamento di via Santissima Liberatrice lasciando il convento che avevano abitato per quasi 50 anni. Nuovo appartamento che, per mancanza di spazi, non risponde appieno alle loro necessità di educatrici. Inoltre sembra anche che nessuno abbia fatto opposizione spendendo con i “superiori” una parola in loro favore.

Fatto sta che molta gente che frequenta la scuola San Faustino e che frequenta l’omonimo quartiere dove io continuo a prestare la mia attività lavorativa, al cospetto di questa estromissione grave e incomprensibile delle suore dal convento, tenuto conto della loro serietà e dei loro sani principi morali, è rimasta incredula e meravigliata.

Secondo voci di quartiere bene informate sembra che neanche il parroco abbia dato spiegazioni convincenti sull’accaduto.

Con questa lettera vorrei esprimere la mia forte amarezza per l’accaduto, ringraziandola per lo spazio che mi ha dedicato, facendo appello “a chi di dovere” per un saggio e fraterno ripensamento.

Con la fuoriuscita delle suore dal convento della Santissima Trinità la parrocchia perde così un altro storico e tradizionale punto di riferimento. In precedenza era accaduto tanti anni fa anche al gruppo scout Viterbo 2 che fu costretto a lasciare locali e spazi alla Libera Università della Tuscia forse sempre per ordini “superiori”. E l’attuale parroco cosa dice?

Liliana Ciorba


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12 ottobre, 2012

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