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Viterbo - Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola Lazio, continua nella sua azione di tutela dei diritti dei lavoratori

“Auspico un confronto tra ministero e sindacati”

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Silvia Somigli

Silvia Somigli

Viterbo – “Auspico un confronto tra ministero e sindacati”. Silvia Somigli, segretario organizzativo regionale Uil scuola Lazio, continua nella sua azione di tutela dei diritti dei lavoratori precari e non del mondo della scuola. Nonostante il drammatico momento vissuto dal paese, per lei, ci sono questioni che non possono essere rimandate.

Il mondo è colpito da questa terribile pandemia che lo ha sconvolto.
“Stiamo vivendo – dice Somigli – un momento molto difficile e pericoloso per il nostro futuro. Una pandemia che, con la sua tragica diffusione, minaccia la salute e la vita di tantissime persone e potrà produrre effetti devastanti a livello economico e sociale.

Ci attende una sfida che per essere superata esige da parte di tutti noi il massimo della coesione e senso di responsabilità. Auspichiamo che, passata la fase più acuta dell’emergenza, possano riaprirsi il più rapidamente possibile prospettive di ripresa delle attività produttive e possa ristabilirsi la normale funzionalità di tutti i servizi”.

Anche la scuola è stata costretta a cambiamenti radicali.
“Ad oggi – continua – sono sospese in tutta Italia le attività. Voglioevidenziare la grande sensibilità dimostrata da tutto il personale della scuola nel dare per quanto possibile continuità all’attività educativa e didattica, nonostante la forzata assenza degli alunni. Ha mantenuto attivo il tessuto delle relazioni che temporaneamente non possono essere vissute in presenza, attivandosi inoltre con la didattica a distanza che deve comunque intendersi come modalità integrativa e non alternativa a quella in presenza, che è e peculiare pilastro della nostra scuola pubblica, con l’auspicio che la stessa possa quanto prima tornare al suo ordinario funzionamento”.

In tutto questo, il sindacato come si sta muovendo?
“In questa fase, l’amministrazione ha privilegiato l’assunzione di decisioni unilaterali su più versanti, ma dopo numerose insistenze sono state finalmente accolte le richieste della Uil scuola di dare indicazioni operative per la gestione del personale. Non abbiamo mai smesso di insistere affinché fossero contenute quanto più possibile le
occasioni di contagio salvaguardando al tempo stesso la salute dei singoli lavoratori e quella della collettività di cui sono parte.

In questa ottica, abbiamo sostenuto con forza il rinvio di scadenze, come la mobilità, in un momento in cui viene limitata la libera circolazione delle persone nei territori. Chiediamo anche di mettere a punto procedure semplificate per quanto riguarda l’aggiornamento delle graduatorie del personale docente e Ata e confermare anche per il prossimo anno almeno le attuali dotazioni di organico. E’ importante iniziare a pensare al dopo emergenza, alle iniziative per rilanciare, gradualmente, la nostra vita sociale”.

Siete siddisfatti dell’azione di Governo?
“La politica del ministro non sembra in grado di traghettare questo anno scolastico verso il prossimo. Il nostro è un grido d’allarme. Ecco perché servono azioni straordinarie”.

Avanzerete delle proposte?
“Senza dubbio: chiediamo prima di tutto un piano strategico che chiuda l’anno scolastico, ormai pregiudicato, trovando la massima condivisione, per dare a tutti gli alunni garanzie sostanziali per il riconoscimento giuridico dell’anno scolastico.
Non solo”.

Si spieghi.
“Va confermato l’organico di diritto dell’anno scolastico in corso; sulla mobilità sarebbe sbagliato usare le regole degli anni scorsi. Serve un contratto nuovo, perché una mobilità con i blocchi quinquennali pensati prima dell’emergenza, non più supportata dalle motivazioni che li hanno determinati, è chiaramente un errore: si rende dunque necessaria la riapertura del Ccnl specifico. In caso contrario, l’intera procedura si presterebbe a una sequela di ricorsi che potrebbero rallentare la ripresa di questo anno scolastico e l’avvio del prossimo.

Sui concorsi, poi, visto che non sarà possibile indirli per i prossimi 60 giorni, il sistema prefigurato del concorso straordinario per chi ha maturato i 3 anni di servizio deve essere modificato e sostituito da un concorso straordinario per titoli e servizio. Sarebbe questa l’unica maniera per stabilizzare i 24mila docenti precari che già sono stati oggetto di una apposita legge. Ci batteremo poi per un concorso riservato per soli titoli per i Dsga facenti funzione e per l’assegnazione di tecnici secondo il principio “un tecnico in ogni scuola”.

C’è altro?
“Auspico davvero che possa esserci un confronto tra ministro e sindacati, indispensabili quest’ultimi affinché si realizzi e si completi quel progetto educativo che sta a cuore anche al ministro stesso, dove ‘i suoi studenti’ hanno il diritto di aver garantita la conclusione condivisa di un percorso scolastico di fine anno sereno.

Il confronto e la concertazione sono inevitabili in un paese democratico e in una comunità educante come la scuola italiana. Il sindacato rappresenta l’espressione suprema e inevitabile di questo dialogo e non smetterà mai di urlare e a piena voce i diritti dei lavoratori, precari e non, che non si toccano”.  


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7 aprile, 2020

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