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Operazione "Castro" - Si proclama parte offesa e afferma di avere risarcito tutti i clienti il 42enne indagato a piede libero per riciclaggio

“Sono anche io una vittima”

di Silvana Cortignani
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L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Polizia - Operazione Castro

Polizia – Operazione Castro

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Viterbo – Macchine rubate nel Napoletano e rivendute nell’Alta Tuscia, si difende il gestore dell’autosalone plurimarche coinvolto nel presunto giro di riciclaggio smantellato dall’inchiesta “Castro” della polizia stradale sfociata in un arresto, una denuncia a piede libero e una misura interdittiva. 

“Sono anche io una vittima”, dice il viterbese tramite il suo difensore Samuele De Santis. “I fatti che mi riguardano sono di un anno fa e riguardano 4 vetture. Io sono operativo sul territorio da dieci anni e ogni anno commercializzo attorno alle 600 vetture, per un totale di seimila. E’ evidente che sono stato anche io raggirato, che non avevo bisogno di vendere auto non pulite”, dice. 

In manette per riciclaggio è finito un 32enne partenopeo, Vincenzo Maresca, mentre è stato denunciato a piede libero il titolare 42enne della concessionaria del Viterbese, con la misura cautelare interdittiva del divieto di esercizio di attività d’impresa per sei mesi. 

Gli investigatori avrebbero intercettato una ventina di auto di media cilindrata per un valore totale di oltre 300mila euro, che sarebbero state rubate in terra campana e rivendute nell’Alta Tuscia, dopo averne modificato il numero di telaio con quello appartenente a veicoli uguali e regolari, creando una sorta di clone di cui l’acquirente finale era del tutto ignaro.

Dalla tarda mattinata di ieri, nel frattempo, il 42enne è diventato l’ex amministratore della società. “Per maggiore sicurezza e tranquillità, il mio assistito ha dato le dimissioni”, spiega l’avvocato De Santis. Imponente il fascicolo delle indagini: “Per quanto riguarda il profilo penale, sono oltre 1200 pagine le carte dell’inchiesta del pubblico ministero Chiara Capezzuto, di cui abbiamo chiesto copia. Nei prossimi giorni ci sottoporremo all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Francesco Rigato. Intanto stiamo valutando se rispondere e andare a fare il riesame a Roma”.

Secondo il legale: “Si tratta di una misura del tutto priva dell’attualità, in quanto i fatti risalgono a più di un anno fa e da circa un anno non c’è stata nessuna ipotesi investigativa nei nostri confronti. Questa è una misura che ha più valore mediatico che giuridico, perché fare una misura di interdizione a un’attività commerciale dopo un anno dall’ultimo fatto ha più valore mediatico che giuridico”. 

“Il mio assistito in questa vicenda è parte offesa. Basta vedere il suo volume d’affari per capire che è una vittima. Si tratta di una società che non aveva alcuna necessità di immettere sul mercato auto che non fossero sicure. Le auto gli sono state proposte da un commerciante che lo ha raggirato”, sottolinea De Santis.

“Oltretutto è vittima due volte. Perché non appena i clienti gli hanno riferito di essere stati fermati dalla stradale e che la macchina che gli aveva venduto non era pulita, ha provveduto immediatamente a risarcirli e a comprargliene lui un’altra in sostituzione di tasca propria. Ci ha rimesso due volte, sia i soldi dati al napoletano, sia i soldi presi dai clienti. Abbiamo tutte le quietanze di non aver null’altro a pretendere nei confronti della società che lo dimostrano, ce ne contestano quattro, ma noi ne abbiamo risarcite 12”. 

“Ci sentiamo del tutto estranei all’azione di riciclaggio, abbiamo risarcito i clienti e cambiato loro l’autovettura, non abbiamo partecipato a nessuna attività di artifizio in quanto le vetture arrivavano solo da targare, anche se dicono che targarle è la fine del riciclaggio. Per cui rassicuriamo tutta la clientela”, spiega l’imprenditore denunciato tramite il suo avvocato. 

Silvana Cortignani


Articoli: Auto rubate nel napoletano e rivendute nell’Alta Tuscia – Stroncato riciclaggio di auto, chiusa concessionaria e denunciato titolare


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13 maggio, 2020

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