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– “Nessuno gli ha impedito di vedere suo figlio”.
Questo è quanto sarebbe emerso dalla consulenza acquisita oggi dal giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni nell’udienza del processo a carico di un viterbese sulla quarantina, imputato per minacce all’ex compagna e alla madre.
L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe comprato una testa d’agnello dal macellaio per poi posizionarla sulla macchina dell’ex suocera.
Ieri mattina, durante l’udienza, è stata quindi depositata la consulenza del tribunale dei minori che doveva stabilire quali fossero i rapporti tra l’uomo e il figlio. Precedentemente, infatti, l’imputato aveva detto che era nella disperazione per il fatto che la ex compagna non gli permetteva di vedere il bambino.
“Secondo la consulenza – spiega l’avvocato di parte civile Emilio Lopoi – i fatti starebbero in tutt’altro modo. La mamma non avrebbe infatti mai messo il bambino contro l’ex compagno. Lui, piuttosto, da quello che è emerso, pare abbia delle patologie psichiche da tenere sotto controllo e che potrebbero averlo spinto a gesti estremi e a insulti esagerati”.
L’udienza è stata aggiornata all’11 marzo prossimo quando sarà ascoltato l’ultimo testimone e si procederà con la sentenza.
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