– E’ stato avviato presso la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Ridolfi” di Tuscania, grazie ai servizi sociali del Comune, un progetto, fortemente voluto dal dirigente scolastico Concetta Catalano, teso a combattere la dispersione scolastica e a prevenire il disagio, che vede coinvolti alcuni ragazzi della classe terza.
L’iniziativa è stata pienamente sposata dal sindaco Massimo Natali e dall’assessore ai Servizi sociali Salvatore Fusco.
Il tema del progetto è “Al limite, una terracotta”, ideato e realizzato dai servizi sociali del comune insieme all’associazione culturale “Le piane di bronzo”, che vanta una grande esperienza nei laboratori con bambini e ragazzi e che attraverso l’arte opera per incidere nella loro crescita e socializzazione.
A curarlo nello specifico, sotto la supervisione dell’assistente sociale Tiziana Laudi, sarà l’artista Luigi Francini, coadiuvato dall’educatrice professionale Vania Moricoli, mentre per la scuola partecipa la professoressa Anna Cerroni.
“Il limite è un confine, un muro, un’inferriata, una striscia di asfalto, un movimento negato, una conoscenza negata, una disinformazione, una mortificazione dell’atto creativo, un branco, il proprio limite – affermano gli organizzatori -. Riconoscere il limite, affrontarlo con consapevolezza, può metterci nella condizione di spostarne la sua natura statica o dogmatica e farlo divenire addirittura, partner ideale per nuovi e mutevoli significati.
Con il progetto ‘Al limite, una terracotta’ – spiegano -, pensato per i ragazzi della scuola media di Tuscania, si intende affrontare in gruppo ed in modo analitico, il limite architettonico, urbanistico ed estetico dell’edificio scolastico all’interno di un quartiere degradato, dove l’edificio è ubicato. Dalla visione dell’esistente, il gruppo dei ragazzi, deve individuare lo spazio o la struttura, dove poter intervenire con un lavoro di scultura in terracotta, tanto da provocare un corto circuito costante tra il gesto creativo individuale e il limite esistente. È una sfida e un atto di amore, verso ciò che può apparire ostile e che può essere trasformato e può trasformare un punto di vista imposto ed immobile. Si è scelto di istituire un laboratorio di gruppo, per la lavorazione e manipolazione dell’argilla che per sua natura corrisponde bene ad una attitudine gestuale insita nei ragazzi”.
Il progetto si concluderà entro Natale con una mostra presso la scuola, dove saranno esposti i materiali che hanno segnato il percorso dell’intera iniziativa e saranno istallate le opere dei ragazzi che contribuiranno a rendere migliore l’edificio scolastico facendo si che gli studenti lo sentano sempre più loro imparando anche a rispettarlo, verrà, inoltre, realizzata una pubblicazione conclusiva che resterà come report finale e testimonianza per quanti vorranno approfondire l’iniziativa che tutti vogliamo abbia un seguito.
Insomma Tuscania, grazie al coinvolgimento dei ragazzi, vuole trasformare un angolo della città non “proprio bellissimo”, inserito in un quartiere a dir poco “degradato”, in un punto attrattivo per la bellezza delle sue opere, ed è qui che l’arte sposa il sociale, rendendo i giovani, spesso associati al deturpamento dell’ambiente, protagonisti della sua rinascita dando, soprattutto, delle motivazioni e nuovi stimoli a studenti che rischiano di percepire la scuola solo come punitiva e ostacolo da sopportare fino all’evasione dell’obbligo scolastico.
Chissà che questo non sia solo l’inizio di un progetto vasto che porti la scuola e il quartiere Gescal a divenire un museo all’aperto che spezzi la ghettizzazione in cui versa.
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