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Lago di Bolsena - La decisione della corte di cassazione stabilisce che Cobalb dovrà pagare

Sedicenne si tuffa da un pontile e rimane paralizzato, risarcito con 541mila euro dopo venti anni

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Lago di Bolsena

Lago di Bolsena

Roma – Sedicenne si tuffa da un pontile del Cobalb e rimane paralizzato, risarcito dopo venti anni. Sentenza della Cassazione.

La suprema corte ha rigettato il ricorso del Cobalb alla sentenza della corte d’appello del 15 maggio 2018 che per aver “concorso nella misura del 30% a causare l’evento dannoso (la paralisi del ragazzo dalla testa in giù, ndr), lo condannava al pagamento di 541.623 euro”.

In primo grado il tribunale di Viterbo, con sentenza del 2012, aveva respinto la richiesta di risarcimento della famiglia di Marco Convito, il 16 anni che era rimasto paralizzato nell’agosto del 2000.

Il tribunale di Viterbo riteneva, infatti, che la “responsabilità del sinistro fosse da imputarsi in via esclusiva alla condotta dissennata della vittima, che, non adeguatamente vigilata e incurante della evidente inidoneità del pontile e dei richiami e degli avvertimenti dei genitori e di altri adulti, decideva di tuffarsi”.

Il 6 agosto 2000, in località Santa Maria sul lago di Bolsena, mentre si trovava ospite del camping Il Lago, l’allora sedicenne Convito era salito su un pontile di legno del Cobalb sul lago e si era tuffato a testa in giù, ma, “a causa del fondale particolarmente basso, urtava il capo, riportando gravissimi danni”.

Il Cobalb dal canto suo sosteneva che “il pontile era destinato a ospitare alcune apparecchiature necessarie per il monitoraggio delle acque del lago ed era regolarmente autorizzato. Aggiungeva che sul pontile erano presenti alcuni cartelli che segnalavano il divieto di accesso e che il pontile era recintato da una rete metallica”. E in primo grado, come ricordato, aveva avuto ragione. 

Convito però ricorse in corte d’appello che aveva parzialmente accettato le sue tesi tanto da riconoscere un risarcimento di 541.623 euro.

Va ricordato che la corte d’appello e poi la cassazione hanno preso in considerazione una informativa dei carabinieri, da cui si evinceva che “il pontile era sprovvisto di qualsiasi tipo di segnaletica indicante il divieto di accesso, di effettuare tuffi, o di proprietà privata, e soprattutto di barriere protettive”. Inoltre il verbale di accertamento tecnico evidenziava “l’assenza sulla riva, attorno al pontile e nelle immediate vicinanze, di alcuna segnaletica che indicasse il divieto di accesso, il divieto di effettuare tuffi, il divieto per generico pericolo”. Come riportato dalla sentenza della suprema corte.

In base alla decisione definitiva della cassazione, il Cobalb, nel frattempo fallito, dovrà quindi risarcire Convito, ora 36enne.
I rappresentanti legali di Convito, infatti, ottennero il pignoramento dei conti del consorzio. Il Cobalb dovrà pagare anche spese legali per 7300 euro a Convito.


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31 maggio, 2020

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