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Il giornale di mezzanotte - Comune - Il cantante lirico Alfonso Antoniozzi critica le modalità dell'avviso: "Programmazione inesistente dell'amministrazione" - E a chi lo accusa di vivere su un'altra galassia: "Il mio curriculum parla da solo, vorrei vedere quelli di chi ci governa"

“Estate viterbese, al bando parteciperà solo chi sapeva di doverlo fare…”

di Paola Pierdomenico
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Alfonso Antoniozzi

Alfonso Antoniozzi

Viterbo – “Estate viterbese, al bando parteciperà solo chi sapeva di doverlo fare…”. Per Alfonso Antoniozzi, cantante lirico di livello internazionali, c’è poco altro da aggiungere: non è semplicemente accettabile chiedere a luglio di organizzare eventi per allestirli ad agosto. Tiene a precisare che la sua è un’opinione da tecnico e non da politico: “Da chi ha studiato e campa con questo lavoro. Ho dimostrato al mondo di essere  un’eccellenza in questo settore e non voglio critiche da chi nel suo curriculum ha il taglio della torta al centro polivalente o la sagra della salsiccia”.

“Vivrò anche in una galassia parallela – dice Antoniozzi in riferimento alle affermazioni del consigliere Buzzi -, ma dove vivo io, le cose non sono improvvisabili… e parlo sia di grandi che di piccole produzioni.

Gli avvisi escono sul territorio nazionale perché chiunque possa partecipare e, nel mondo reale che mi accorgo essere sempre più distante da quello della politica, un bando che esce a inizio luglio per presentare spettacoli che cominceranno a essere valutati da dopo il 23 dello stesso mese e quindi allestiti nel mese successivo, è un bando a cui non si partecipa, a meno che qualcuno non sia stato preavvisato”.

Antoniozzi fa un passo indietro: “E’ successo – continua – che l’assessore alla Cultura abbia mandato una serie di messaggi WhatsApp per comunicare con le associazioni e farsi mandare progetti. Una vicenda che abbiamo portato all’attenzione del consiglio comunale, sottolineando come non ci sembrasse una procedura corretta, al contrario appunto della pubblicazione di un bando che, però, non si fa solo per gli amici ma per tutti, per la collettività.

Ora il bando è stato fatto e per me parteciperà solo chi sapeva di doverlo fare… poi se questo è rivolto anche a persone che non sono state contattate preventivamente è comunque tardivo, non c’è niente da fare”.

Per l’estate viterbese è previsto un contributo di 40mila euro: 25mila per il capoluogo e il resto per le frazioni. “Intanto, ci era stato detto che i soldi non c’erano quando poi abbiamo scoperto il contrario. Chiesi, infatti, al dirigente Celestini di farmi una rendicontazione da cui, già un mese e mezzo fa, saltava fuori che c’erano, senza nessuna aggiunta, 110mila euro in disponibilità all’assessorato alla Cultura e altri 20mila accantonati per Ferento pur non sapendo ancora se si facesse o meno. I soldi dunque c’erano e ci si poteva muovere prima”.

Non sta né in cielo né in terra, per Antoniozzi, tirare fuori il Covid. “Per il consigliere Buzzi, non conosco le difficoltà… ma io le conosco talmente bene che non lavoro da quando è iniziata la pandemia. A parte il mio lavoro da insegnante, quello in teatro è sospeso proprio perché io lavoro in quelle realtà dove serve organizzazione e dove non si può fare una cosa da un giorno all’altro. Dunque, conosco bene il problema del Covid, ma so anche che con un minimo di programmazione e idee, cose che continuano a mancare a questa amministrazione, ci si poteva muovere prima, per esempio, a maggio quando io ho iniziato a dirlo. Così non è stato.

Non vivo in una galassia parallela, dunque, probabilmente chi lo fa è la politica. Sto nella galassia di chi vive e ha studiato per fare questo e tengo a specificare che l’opinione che continuo a dare non è politica, ma tecnica e cioè di chi con queste cose ci campa e le fa. Il mondo reale non funziona coi tempi della politica e quello del teatro, grazie a Dio, è ancora un mondo professionale, dove serve una programmazione che impone tempo e lo impone alla Scala così come al piccolo teatro di vattelapesca.

L’eccezione che sto muovendo è che nel mondo reale, quello in cui ci si muove per realtà professionali, questo non si accetta, e cioè non si accetta un bando che esce dopo i primi dieci giorni di luglio, ferma il tempo fino al 23, poi fa le valutazioni e il mese successivo gli spettacoli da mettere su. Anche chi organizza piccoli eventi, se non è stato preallertato a tempo debito del fatto che uscirà un bando e dei pre requisiti, non ce la fa. Non si riesce a essere pronti ed è da kamikaze parteciparvi”.

Antoniozzi coglie anche l’occasione per mettere i puntini sulle i. “Mi dispiace che il capogruppo di FdI dica che io faccio delle uscite che al massimo possono servire per aggiornare il mio curriculum. Con tutta la buona volontà, sono francamente indeciso per il 2021 se aggiornarlo con i prossimi due spettacoli che farò alla Scala e quello di Salisburgo o con un articolo sul giornale. Ora mi confronto col mio agente e poi vedo.

Lo invito comunque ad andare a dare uno sguardo su Wikipedia, tanto per non fare delle ricerche particolarmente approfondite, e mi dispiace perché lo troverà forse un po’ stringato, visto che non voglio ammorbare nessuno. Sul mio curriculum non ci piove e non ho necessità di fare uscite sui giornali per aggiornarlo.

Se la mettiamo da questo punto di vista, vorrei vedere i curricula di chi ci governa. Io accetto qualunque critica politica, che fa parte del gioco, non accetto invece quella ai miei pareri come tecnico, e quindi come persona informata dei fatti, o quella che comunque mette in dubbio la mia preparazione su questo settore. Nessuna critica dunque da chi nel suo curriculum ha il taglio della torta al centro polivalente o la sagra della salsiccia. Questo no, a differenza di chi ci governa il mio curriculum parla da solo”.

E tiene a precisare  di non essere arrabbiato, anzi: “C’ho riso tutta la mattina quando ho letto certe affermazioni. Non capiso, però, questo modo, in particolare di alcuni colleghi dell’opposizione, di attaccarsi a una parola, estrapolarla dal contesto e costruirci su una polemica. Sarà che arrivo da una formazione classica… Io ho parlato da tecnico e come tale non posso non dire che questo bando se non si è preallertati non si può fare.

Qualunque forma di spettacolo richiede una programmazione, a meno che non siano semplici serate con la fisarmonica o letture con un proiettore puntato. E, sempre che tutto questo sia regolare, non ci si può fare un mazzo tanto per partecipare, rendicontare delle spese in quattro e quattr’otto e prendere, forse, un contributo di massimo 3mila euro. Qualsiasi operatore dello spettacolo che non abbia avuto contezza precedente del bando si troverebbe in seria difficoltà o se non nell’impossibilità.

La critica politica ci sta tutta, quella tecnica da chi non lo è, non la accetto così come che si metta in dubbio il peso delle mie parole quando parlo di un settore – conclude – in cui ho ampiamente dimostrato al mondo di essere un’eccellenza”. 

Paola Pierdomenico


 

Articoli: Buzzi (FdI): “Antoniozzi ed Erbetti sono di ritorno da un viaggio in un’altra galassia..” – Antoniozzi (Viterbo 2020): “Scandaloso a luglio non sapere nulla del cartellone estivo e se la macchina di S. Rosa passerà” – Erbetti (M5s): “Estate viterbese: con 40mila euro De Carolis vorrebbe coprire sessanta giorni?”


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14 luglio, 2020

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