Tarquinia – Con la bomboletta spray vandalizza le sedi della Lega di Tarquinia. Ai poliziotti della Digos e del commissariato del comune sul litorale sono bastati pochi giorni per dare nome e cognome all’uomo immortalato dalle telecamere di sorveglianza. Identificato al termine di un’indagine rapida ma meticolosa, gli agenti hanno denunciato per danneggiamento un operaio 31enne di Tarquinia. Un “soggetto ritenuto pericoloso” dagli investigatori, secondo i quali il suo “gesto mostrava elementi di reiterazione e il potenziale rischio di azioni ben più eclatanti”. Da qui la necessità di concludere le indagini nel minor tempo possibile.
Il ragazzo, intorno alle 3 della notte fra l’8 e il 9 luglio, ha imbrattato con della vernice nera le sedi della Lega di Tarquinia di via Umberto I e via XX Settembre. Quest’ultimo locale ospita anche le altre due liste con cui Alessandro Giulivi è stato eletto sindaco: Futura e Noi con Tarquinia. In entrambi i luoghi è stata realizzata la sigla “Gsp” e una stella a cinque punte all’interno di un cerchio, riconducibile al simbolo delle Brigate Rosse. “Macché Br – avrebbe detto il 31enne al pm di Civitavecchia -, quelle sono solo delle A che indicano cinque direzioni. E Gsp sta per Gruppo stella polare. Un gruppo che non esiste e che ho inventato io, appassionato di astronomia”.
L’uomo è difeso dall’avvocato Claudia Trippanera. “Il mio assistito – spiega la legale – ritiene di aver chiarito tutto durante l’interrogatorio del pubblico ministero. Si scusa con il sindaco Giulivi e con la Lega. Ha detto di non avercela né con il primo cittadino né con il partito né con Matteo Salvini e di essere disposto a ripulire lui stesso i luoghi e a pagare eventuali danni. Non ha mai pensato di poter creare tutto questo clamore con quello che ha definito un gesto dimostrativo contro il sistema. Nessuna matrice eversiva o terroristica dunque, il mio assistito non ha neppure particolari ideologie politiche e non è iscritto a partiti o movimenti”. Si sarebbe solo dichiarato simpatizzate dei 5 stelle.
Il lavoro della polizia è stato certosino. Gli agenti della Digos, diretti da Romano Lucarelli, e del commissariato di Tarquinia, con il supporto della scientifica, hanno analizzato i filmati delle telecamere. In almeno un video si vede il 31enne in azione: bomboletta spray in mano e abbigliamento total black, dalla punta delle scarpe alla bandana che porta in testa. Pantaloni e maglia a maniche lunghe neri, sul volto una mascherina che gli tiene scoperti solo gli occhi. Dopo essere stato individuato, i poliziotti hanno perquisito l’abitazione nella quale vive da solo e da cui hanno portato via alcuni oggetti. Denunciato a piede libero per danneggiamento, l’uomo è poi stato interrogato dal pm della procura di Civitavecchia che ha coordinato le indagini.
La questura di Viterbo, con una nota, ha riassunto così l’operazione: “In un brevissimo lasso di tempo, grazie alla radicata conoscenza del territorio e del tessuto sociale locale, si è riusciti a identificare l’autore del reato. Il ragazzo, che aveva tracciato sulle sedi la stella a cinque punte e la scritta Gsp, entrambi riconducibili a esternazioni di fantasia da parte del 31enne, non risulta appartenere ad alcun gruppo eversivo o terroristico”.
Raffaele Strocchia
Articoli: Fusco: “Deluso dei partiti che non hanno condannato il gesto, ma la polizia ha fatto un lavoro eccezionale” – Simbolo delle Brigate Rosse sulle sedi della Lega di Tarquinia, denunciato 31enne – Simbolo delle Brigate Rosse sulle sedi della Lega di Tarquinia, indaga la polizia – Umberto Fusco: “Atti vili e vergognosi che rimandano a periodi bui della storia del nostro Paese” – Matteo Salvini: “Le minacce di chi imbratta le nostre sedi non ci spaventano e non ci fermeranno” – Ernesto Tedesco: “Sedi della Lega imbrattate con simboli terroristici, bisogna individuare i responsabili” – Imbrattata con il simbolo delle Brigate Rosse la sede della Lega
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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