Viterbo – “Grazie alla polizia, che ha fatto un lavoro eccezionale”. Il senatore della Lega Umberto Fusco commenta l’operazione degli agenti della Digos e del commissariato di Tarquinia che hanno denunciato un 31enne del posto per aver imbrattato le sedi locali del partito. “Risalire all’autore di quel brutto gesto non era facile – dice Fusco -, ma i poliziotti ci sono riusciti con rapidità. Ciò mette luce, ancora una volta, sull’operosità delle nostre forze dell’ordine e sulla sicurezza che ci garantiscono”.
L’uomo era entrato in azione, con una bomboletta spray, nella notte fra l’8 e il 9 luglio. Ripreso dalle telecamere di sorveglianza, è proprio grazie ai video che gli agenti sono riusciti a individuarlo. “Ma a questo ragazzo – si chiede Fusco – dà fastidio l’ottimo lavoro che la Lega e la giunta Giulivi stanno facendo? Se sì, o se ha riscontrato delle criticità sul territorio, perché non parlarne? Io credo nel confronto e nel dialogo. L’educazione prevede che si faccia questo, invece di andare a compiere un atto del genere alle 3 di notte. La polizia ha fatto il suo dovere e ora tocca alla magistratura”.
Tramite Tusciaweb, Fusco aveva auspicato che tutte le forze politiche condannassero il gesto. “Un atteggiamento – lo aveva definito – che non ha nulla a che vedere con la politica, con i valori di civiltà e democrazia e che non deve essere fatto nei confronti di nessun partito”. Ma dopo quattro giorni il senatore ammette: “Nessuna presa di posizione è arrivata dagli altri partiti, e intendo quelli dell’intero arco costituzione. Non nascondo di essere molto deluso. A me sono giunti solo pochi messaggi, tra cui quello di Fratelli d’Italia di Tarquinia. Secondo me un atto del genere andava condannato da tutte le forze politiche. Ma la Lega va sempre avanti, e lo fa con rispetto”.
Sull’episodio era intervenuto anche il leader Matteo Salvini: “Le minacce di chi imbratta le nostre sedi con la stella a cinque punte non ci spaventano e non ci fermeranno. All’odio rispondiamo col lavoro e col sorriso, ma al governo e in particolare al Viminale chiedo: È normale che il primo partito italiano, che guida l’opposizione, subisca attacchi, aggressioni e minacce quotidiane nel silenzio e nell’indifferenza generale?”.
Raffaele Strocchia
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