Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Picchia il marito e per poco non gli cava un occhio, moglie alla sbarra per maltrattamenti.
“Colpa dell’alcol, quando è sobria è un angelo”. La vittima nel frattempo l’ha perdonata e ha ritirato la querela.
Si tratta di un 57enne che ieri è stato sentito in quanto parte offesa al processo per maltrattamenti in famiglia e lesioni in cui era imputata l’ex compagna, dalla quale nel frattempo vive separato.
“Quando è sobria, lei è la persona più buona del mondo e io le ho sempre voluto molto bene. Ma quando beve diventa un’altra”, ha spiegato l’uomo.
La coppia, quando il marito ha rischiato di perdere un occhio, il 29 dicembre 2014, conviveva a Soriano nel Cimino.
“A 19 anni stavamo giù insieme e avevamo avuto il primo figlio, poi ci sono stati problemi di lavoro, i contrasti invece ci sono sempre stati – ha detto al giudice il 57enne – ma il vero problema era l’alcol, quando era ubriaca, praticamente tutti i giorni, mi aggrediva verbalmente, poi ha cominciato a mettermi le mani addosso ed è successo che 3-4 volte mi abbia picchiato, con me che chiamavo i carabinieri più per un aiuto a lei che a me”.
L’imputata, che non era presente in tribunale, sarebbe peraltro una donna esile e minuta, che all’epoca dei fatti non arrivava a pesare cinquanta chili.
L’ex marito ha negato che il 29 dicembre di sei anni fa lo abbia colpito brandendo un bastone e due coltelli, come era emerso in un primo momento: “Mi ha procurato la lesione all’occhio colpendomi con una bottiglia di birra che aveva in mano”.
L’uomo, refertato fortunatamente con una prognosi di pochi giorni, se l’è cavata con un trauma contusivo all’occhio destro.
L’accusa ha chiesto che l’imputata venisse condannata a un anno e cinque mesi di reclusione per lesioni e maltrattamenti in famiglia. Il giudice l’ha assolta dall’accusa di maltrattamenti, condannando la donna a tre mesi con sospensione della pena per il solo reato di lesioni.
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