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Tuscania - Rigettato dal Tar il ricorso dei gestori della struttura contro il comune - La decisione in seguito a controlli di carabinieri, finanza e servizi sociali

Troppi anziani e pochi operatori alla casa di riposo, confermata la revoca delle autorizzazioni

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Roma - Il Tar del Lazio

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Tuscania - Il comune

Tuscania – Il comune

Tuscania – (sil.co.) – Bocciato dal Tar del Lazio il ricorso presentato da una società che gestisce una casa di riposo a Tuscania contro la revoca delle autorizzazioni amministrative da parte del comune e la “chiusura delle attività correlate”.  

La decisione in seguito a una serie di controlli di carabinieri, finanza e servizi sociali effettuati tra giugno 2017 e giugno 2019. 

Al centro del ricorso le autorizzazioni amministrative a suo tempo rilasciate per una “struttura residenziale a ciclo continuo per anziani e di struttura di accoglienza diurna a ciclo semiresidenziale”.

Il comune di Tuscania si è costituito in giudizio chiedendo che il ricorso non venisse accolto in quanto “il provvedimento impugnato pone a proprio fondamento gravi e reiterate violazioni nello svolgimento dell’attività assistenziale”.

In particolare, e autorizzazioni revocate dall’amministrazione hanno avuto ad oggetto la gestione di una struttura residenziale a ciclo continuo per anziani per numero 11 posti letto e l’apertura e gestione presso la medesima struttura anche di un centro di accoglienza diurna a ciclo semi-residenziale per numero 6 utenti.

In seguito ai sopralluoghi eseguiti il 15 giugno 2017, il 4 giugno 2019, il 4 e l’8 giugno 2019 – rispettivamente dalla guardia di finanza della compagnia di Tarquinia, dai servizi sociali del comune di Tuscania e dai carabinieri della compagnia di Tuscania – sarebbe emersa la presenza di un numero di ospiti maggiore rispetto a quelli autorizzati.

Inoltre, dalle ispezioni effettuate il 13 dicembre 2018, il 12 febbraio, il 28 e il30 dicembre 2018 – da parte del comune e del Nas di Viterbo – sarebbe emersa anche l’inosservanza della delibera della giunta regionale del 23 dicembre 2004 relativa agli operatori socio-sanitari secondo cui gli stessi devono essere “in numero non inferiore ad un operatore ogni sei ospiti”.

La struttura avrebbe inoltre ospitato utenti non autosufficienti.

Lo scorso 8 luglio il tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Sezione seconda bis, al termine della camera di consiglio tenutasi in collegamento da remoto in videoconferenza, si è pronunciato in via definitiva rigettando il ricorso. 


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23 agosto, 2020

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