Viterbo – (g.f.) – Salasso da 700mila euro l’anno per i derivati: “Una commissione speciale faccia chiarezza”. La somma non è di poco conto e Giacomo Barelli (Forza civica) vuole vederci chiaro.
Fino al 2026 l’amministrazione comunale dovrà continuare a pagare per gli strumenti finanziari sottoscritti nel 2006.
L’attenzione è tornata alta, adesso che si è aperta una possibilità di recedere, con la sentenza della Cassazione e un esperto finanziario che ha raccontato come già nel 2014 era stata prospettata una possibilità d’uscita, che tale però non è stata reputata da chi governava allora come precisato.
Si tratta di soldi pubblici. “Una commissione speciale potrebbe ricostruire quanto è accaduto – osserva Barelli in consiglio comunale – ascoltando i protagonisti dal 2006 al 2020 spiegare come si è arrivati a perdere 800mila euro l’anno.
Non sarebbe un’indagine, servirebbe solo per capire. La politica deve approfondire e i cittadini hanno diritto di conoscere”.
Nella maggioranza la proposta non ha avuto una grande accoglienza. Gianmaria Santucci (Fondazione) si è detto più interessato a capire se c’è possibilità e in che modo uscirne oggi, piuttosto che guardare indietro.
“Se non se ne vuole istituire una nuova – continua Barelli – c’è sempre possibilità di discutere in una di quelle esistenti. Si dà incarico e possono partire le audizioni. Qualcosa va tentato”.
Domani se ne discute in consiglio comunale, c’è la proposta di Barelli e Alvaro Ricci (Pd) che chiede di valutare la possibilità di ricorrere, sull’esempio di Cattolica. Magari si faranno due conti.
Articoli: “Salasso derivati da 700mila euro l’anno, già nel 2014 si poteva fare qualcosa” – Ciambella (Pd): “Intentare causa significava spendere 250mila euro con esito incerto” – Barelli e Ricci: “Derivati, ogni anno il comune paga 700mila euro d’interessi passivi”
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