Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gentilissimi tutti, leggo sulla vostra testata, che il palazzo Alessandri, di proprietà di tutti noi, cittadini della provincia viterbese, produce acqua. O meglio ha acqua in perdita nei sotterranei.
Il nobile palazzo arrivato a noi viterbesi, grazie ai lungimiranti proprietari Alessandri, importante famiglia del 23esimo secolo di fazione guelfa ed amica dell’allora pontefice regnante a quanto pare anziché produrre cultura, produce acqua (di certo non minerale come potrebbe sembrare per omonimia di una rinomata marca).
La nostra città, giustamente pubblicizzata o meglio promossa anche come città dei Papi, per la sua importante storia, non si merita tutto ciò. I nostri amministratori provinciali, dovrebbero adoperasi a rivalutare questo splendido bene storico, appartenente come fulcro centrale, non solo all’armoniosa e bella piazza San Pellegrino, unica e peculiare per la caratteristica costruzione nel mix dei vari stili d’epoca ma anche come cuore pulsante del centro storico.
Ricordiamoci che il citato palazzo è sempre ambito non solo da Babbo Natale, ma soprattutto da produttori cinematografici di tutto il mondo.
Se la nostra Viterbo è apprezzata e riconosciuta storicamente bella e interessante, non pensiamo solo all’acqua calda che la millenaria storia vulcanica ci ha regalato, cerchiamo di usare i nostri beni ereditati (per fortuna e lungimiranza dei nostri predecessori) nel miglior modo, soprattutto turistico-culturale.
Quindi non facciamoci trovare con l’acqua alla gola, cerchiamo di non annegare nel mare dell’ignoranza.
Renato Petroselli
– “Allagati i sotterranei di Palazzo degli Alessandri”
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