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Ouidah - Eric Accrombessi, guida turistica locale: “Vogliamo che questi luoghi vengano restaurati perché la storia non muoia”

Il Benin restaura la città fulcro del colonialismo africano del 1600

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Benin, la città di Ouidah

Benin, la città di Ouidah

Ouidah – Se in giro per il mondo si combatte per abbattere i simboli del colonialismo bianco, sotto la spinta del movimento “Black lives matter”, il Benin va contro tendenza.

A Ouidah, antca roccaforte del colonialismo, punto nevralgico per il commercio degli schiavi neri, si sta lavorando intensamente per restaurare la vecchia città e trasformarla in un polo museale. Tra il 1600 e il 1800 fu questo il crocevia di milioni di uomini, donne e bambini neri che furono venduti come schiavi.

Nella città è prevista la costruzione di un ampio museo della memoria e la riproduzione di una nave utilizzata dai colonialisti in scala reale.

“Questa città è stata la più segnata dalla schiavitù – dice Eric Accrombessi, guida turistica di Ouidah -. Ecco perché al di là dei movimenti per la rivendicazione dei diritti dei neri, vogliamo che questi luoghi vengano restaurati perché la storia non muoia”.


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12 agosto, 2020

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