Washington – Sotto accusa la prestigiosa università americana di Yale, secondo il governo nelle iscrizioni ai corsi di studio discriminerebbe bianchi e asiatici.
Il dipartimento di giustizia ha diffuso i risultati di un’indagine aperta due anni fa “in risposta a una denuncia di gruppi asiatico-americani” sulla condotta del rinomato ateneo. Il rapporto ha rilevato che “Yale discrimina sulla base della razza e dell’origine nazionale nel suo processo di ammissione per gli studenti universitari e che la razza è il fattore determinante in centinaia di decisioni di ammissione ogni anno”, ha detto l’istituzione in una dichiarazione. Secondo la nota, la stragrande maggioranza degli studenti asiatici e bianchi “ha solo tra un decimo e un quarto delle probabilità di essere ammessi” rispetto ai “candidati afroamericani con credenziali accademiche simili”.
Questa tendenza rappresenterebbe una violazione del Civil Rights Act del 1964. In una dichiarazione riportata dal Washington Post, Yale ha però respinto ogni accusa, anticipando che non cambierà le sue pratiche di ammissione “sulla base di un’accusa frettolosa e priva di merito”.
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