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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Dopo nove mesi di lavoro e 13 ore di dibattito la delibera è stata approvata dal consiglio comunale - Durissimo lo scontro tra maggioranza e opposizione - Nella città dei papi il centro federale

Il conclave è finito, la piscina comunale verrà gestita dalla Fin

di Daniele Camilli
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Viterbo - Il consiglio comunale

Viterbo – Il consiglio comunale

Fabrizio Purchiaroni

Fabrizio Purchiaroni

Mario Quintarelli

Mario Quintarelli

Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo - Consiglio comunale - Evangelista e Arena

Viterbo – Consiglio comunale – Evangelista e Arena

Viterbo - Alvaro Ricci

Viterbo – Alvaro Ricci

Viterbo – Il conclave è finito, la delibera sulla piscina comunale è stata approvata dal consiglio comunale. Con 18 voti favorevoli, 10 contrari e l’astensione di Gianmaria Santucci di Fondazione. Dopo nove mesi di lavoro e quasi tredici ore di dibattito ieri in consiglio comunale a palazzo dei Priori. A Viterbo. Un conclave. Come quello di 8 secoli fa in un altro palazzo, quello dei papi. “Una vergogna”, hanno detto i consiglieri Mario Quintarelli (Viterbo dei cittadini) e Fabrizio Purchiaroni (Forza civica), che hanno parlato poco, ma alla fine menato forte. “Una vergogna – hanno ribadito entrambi – sono più di dodici ore che stiamo qui. Dopo mesi e mesi di lavoro”. “Sono senza parole”, ha poi aggiunto Purchiaroni.

L’immediata eseguibilità della delibera è stata invece approvata da tutta la maggioranza, Santucci incluso. 19 a favore e 10 contro. 

Una battaglia senza esclusioni di colpi tra maggioranza e opposizione. Andata avanti dalle 9 e mezza di mattina fino alle 10 e mezza della sera. Con una pausa di due ore per il pranzo. 

Presso la piscina comunale verrà istituito Centro federale tramite convenzione con la Federazione italiana nuoto (Fin). Lo schema è stato appunto approvato ieri in consiglio. 

L’accordo ha la durata di 5 anni, e non più otto come all’inizio. Le linee guida prevedono mille euro al mese di canone d’affitto e la straordinaria manutenzione a carico del comune, con nessun obbligo di fare migliorie/lavori da parte della federazione nazionale. Adesso tocca alla giunta concludere il tutto e firmare la convenzione con la Fin. Nel 2022 poi Roma ospiterà gli europei di nuoto e la piscina di Viterbo potrebbe diventare un punto di riferimento per gli allenamenti degli atleti italiani.

Una battaglia, con l’opposizione protagonista. Mattatori Giacomo Barelli di Forza Civica e Alvaro Ricci del Pd. Entrambi smontano la proposta di delibera pezzo per pezzo, contestando il lavoro di giunta e dirigenti, in particolare modo della segretaria comunale Annalisa Puopolo e del dirigente Luigi Celestini intervenuti più volte per spiegare e dettagliare i provvedimenti.

Uno scontro nato da tutta una serie di incongruenze. A volte anche da frasi. Come quella del sindaco Giovanni Arena che in tarda mattinata, interrogato da Barelli su come la lettera in cui la Fin chiedeva se, alla luce della crisi di maggioranza, il comune aveva intenzione di firmare o meno la convenzione. Una lettera che il sindaco ha detto inizialmente di aver trovato sulla sua scrivania, “senza sapere chi ce l’avesse messa”, ha poi spiegato. Una lettera finita poi sulla chat whatsapp della maggioranza e a un giornale di Viterbo. Prima ancora di essere protocollata.

“Ha trovato sul tavolo una lettera – ha detto Barelli rivolto ad Arena – non sapeva chi ce l’avesse messa. Poi abbiamo saputo dal giornale che la lettera era sulla chat della maggioranza. Ci siamo fatti dare la lettera anche dal giornale che l’ha ricevuta”.

Barelli la lettera ce l’aveva già, ottenuta tramite accesso agli atti. Quella finita sulla chat era senza protocollo, così come quella andata al giornale viterbese. Quella in mano a Barelli con il protocollo. “Perché la lettera è andata solo alla maggioranza? – ha domandato Barelli chiedendo ai consiglieri di rispondere sul proprio onore – Perché manca il protocollo? Perché qualcuno l’avrebbe lasciata sul tavolo e il sindaco non ne sa nemmeno la provenienza?”

Risponde Arena, anche con il supporto di Antonio Scardozzi di Fratelli d’Italia. “La lettera è la stessa – dice il sindaco -. E’ stata ricevuta per mail tramite Pec dalla Fin alle ore 15 da Celestini che me l’ha rigirata prima che venisse protocollata perché gli uffici erano chiusi. La mattina successiva è stata protocollata, come è nella prassi. L’ho messa sulla chat (alle 18.24, confermato da Scardozzi ndr) della maggioranza per condividere un documento che li aiutasse a capire meglio”. 

Altro problema, questa volta sollevato da Ricci. “Il 30 luglio 2020 – ha detto il consigliere del Pd – è arrivata la lettera della Fin di adesione alla convenzione. Ma non è stata protocollata. Quella roba doveva essere nel fascicolo ed essere richiamata nella delibera. Era più semplice dire mi è sfuggita. Queste cose vanno acquisite agli atti, non si possono tenere nel cassetto. Non solo, ma la lettera della Fin di adesione all’accordo non è richiamata nella delibera”.

Insomma, contestazioni che vanno a toccare la forma che però potrebbe determinare il contenuto della procedura. La maggioranza non interviene. Si limita ad ascoltare, mentre le ore passano tra un cavillo e l’altro. Come quello sollevato di nuovo da Barelli. “Io ho fatto un accesso agli atti il 13 agosto 2020 – ha spiegato il consigliere di Forza Civica – c’è anche la lettera di adesione all’accordo da parte della Fin. Ma la lettera che è stata data a me non inizia con ‘gentile dottor Celestini” e manca la persona cui è stata inviata in copia”.

“La mail inviata oggi – risponde Celestini – è quella nella versione integrale. L’indirizzo per conoscenza è stato tolto per motivi di riservatezza. Gentile dottore tolto per un motivo di formalità, non è una cosa diretta a me personalmente ma al comune. La nota è la stessa, non è diversa”.

Ricci fa inoltre notare che tra lo schema di convenzione del comune e l’approvazione dello schema di accordo da parte della Fin ci sono cose che non collimano. “Ad esempio su gestione e fruibilità”. Notaristefano chiede invece a Celestini se i lavori per la messa a norma della piscina sono stati fatti tutti. Risposta positiva da parte del dirigente.

Un fuoco di fila che va avanti per tutta la serata, con Francesco Serra (Viterbo dei cittadini) che propone un emendamento per rimandare l’approvazione della convenzione stessa direttamente in consiglio. Emendamento sostenuto da tutta la minoranza, ma bocciato dalla maggioranza.

Alla fine il balletto della durata della convenzione. Il regolamento comunale prevede che le convenzioni, “di norma”, come riporta il regolamento, non superino i cinque anni. Lo schema di convenzione proposto dalla giunta Arena ne prevede 8 rinnovabili per altri otto. La minoranza chiede di portare il tutto a 5. Un emendamento dell’assessore alla cultura Marco De Carolis fissa ad 8. Ritirato. Infine, dopo vari pareri e qualche sospensione, il sindaco taglia la testa al toro e presenta un emendamento che stabilisce la durata a 5 anni. Emendamento approvato. All’unanimità. Ma solo su questo. Dopo nove mesi di lavori e 13 ore di dibattito. Un conclave.

Daniele Camilli


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28 agosto, 2020

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