Viterbo – “La scuola inizia con la didattica in presenza”. Valeria Monacelli dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Fantappié, richiama al senso di responsabilità che deve essere la parola chiave per superare le difficoltà. Scuola e famiglie devono fare la loro parte perché il rientro in aula possa filare liscio. “I collaboratori sono operosi e già all’opera. Le cose da fare sono tante e il tempo è poco”, ma lei assicura che l’impegno è stato e sarà massimo.
Come vi state preparando?
“Attraverso il responsabile della sicurezza – spiega la dirigente Monacelli – abbiamo fatto il layout delle aule, applicando quindi il protocollo relativo al distanziamento per quanto riguarda l’utilizzo degli spazi per la didattica. Ci siamo predisponendo all’utilizzo di tutti gli ingressi e di tutte le uscite dei plessi per poter dividere i ragazzi, cercando di non creare assembramento.
Alla scuola dell’infanzia, poi, ho dovuto dividere i gruppi sezione e giovedì è arrivato l’organico Covid, sebbene insufficiente rispetto alle richieste. Cercheremo comunque di utilizzare i docenti in più che ci sono arrivati per coprire tutto e garantire il tempo pieno alla scuola dell’infanzia, quindi la mensa, e alla primaria per le classi che lo hanno scelto.
Per quanto riguarda la Fantappié, dunque, tutti inizieremo in presenza senza ricorrere ad altre modalità didattiche, nel pieno rispetto del regolamento del Cts, delle linee guida del Miur e della normativa”.
Come dirigenti scolastici, vi siete sentiti abbandonati e volevate più certezze?
“Più che abbandonati, siamo un po’ in ritardo, perché, durante l’estate sono uscite delle indicazioni che però andavano a modificare quelle precedenti. Abbiamo fatto sempre un lavoro per poi rivederlo. Più che altro sentiamo che il tempo è poco. Soprattutto la comunicazione dell’organico aggiuntivo è arrivata giovedì ed più o meno la metà di quello che ho richiesto. Ci hanno detto che ne arriverà una seconda, ma quando? Prima dell’inizio delle lezioni? E se non arriva? Abbiamo questi punti interrogativi da risolvere. Non solo… “.
Che altro?
“I docenti in più che ci sono stati forniti sono comunque sufficienti per poter gestire l’emergenza, ma se avessi risorse in più sarei ancora più tranquilla, soprattutto perché a fronte di una didattica in presenza di tutti gli alunni, che garantiamo nel rispetto della sicurezza, dall’altra parte c’è tutto l’aspetto dell’igienizzazione che deve essere più frequente e su cui avremo bisogno di più personale di collaboratori scolastici. Io ne ho chiesti 7, a organico Covid, e a oggi me ne hanno dati 3, un numero che è addirittura inferiore alla metà”.
E’ fiduciosa per il futuro?
“Ci stiamo impegnando al massimo e c’è necessità di collaborazione da parte di tutte le componenti: della scuola e delle famiglie perché la ripresa implica una responsabilizzazione di tutti i soggetti. L’istituto – ribadisce – sta facendo la sua parte e abbiamo bisogno del sostegno delle famiglie che possano istruire anche a casa, in coerenza con quello che sono le regole, anche i ragazzi e i bambini a un atteggiamento che sia corretto e rispettoso di queste nuove disposizioni.
Che dire, speriamo bene, noi ci stiamo impegnando con l’augurio che la criticità dei contagi poi non possa investire anche la scuola, sebbene lo spostamento delle persone a inizio lezioni sarà, in tutta Italia, ingente. Ce la metteremo tutta e faccio appello alla responsabilità di tutti. Responsabilità sia la parola chiave per permetterci di andare avanti e anche di affrontare e superare insieme eventuali difficoltà. Da parte nostra c’è, la scuola, infatti, sta già lavorando dal 17 agosto con lo staff e i docenti, ovviamente, a distanza ma stiamo pianificando e organizzando tutto. I collaboratori sono tutto rientrati e sono operosi e all’opera. Le cose da fare sono tante e il tempo è poco. La scuola comunque inizia in presenza”.
Paola Pierdomenico
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