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Acerra - Il fratello di Maria Paola Gaglione al gip - La giovane è morta dopo una caduta dallo scooter

“Non l’ho speronata, volevo solo parlarle e farla ragionare”

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Maria Paola Gaglione

Maria Paola Gaglione

Acerra – “Non l’ho speronata, volevo solo parlarle e farla ragionare”. 

A sostenerlo durante l’interrogatorio di garanzia è stato Antonio Gaglione, il fratello di Maria Paola, la ragazza 22enne morta dopo essere caduta dallo scooter sul quale viaggiava con il compagno trans Ciro Migliore nella notte tra venerdì e sabato. Il giovane è ricoverato in una clinica di Acerra, in provincia di Napoli per le lesioni e una frattura all’avambraccio causati nell’incidente.

Gaglione, assistito dall’avvocato Domenico Paolella, di fronte al giudice per le indagini preliminari avrebbe confermato di aver inseguito con il suo motorino la sorella Maria Paola spiegando però che l’intento non era farla cadere: stando a quanto riferito avrebbe voluto parlarle per recuperare il rapporto spezzato con lei a seguito della relazione con Ciro.

Nel corso dell’inseguimento, si sarebbe accorto che il mezzo a bordo del quale viaggiavano Ciro e Maria Paola è sbandato e che i due sono caduti.

“Sul luogo dell’incidente ho notato la presenza delle telecamere. Tutto sarà chiarito, se ci sono le registrazioni. Io credo alle sue parole” – ha detto l’avvocato Paolella, come riferisce Repubblica -, Antonio, come tutta la famiglia, era a conoscenza della relazione della sorella da circa due anni e mezzo. Al giudice ha spiegato che la famiglia aveva perso le tracce di Maria Paola da qualche settimana. Ha fatto le valigie e se n’è andata. Quando Antonio l’ha vista in sella allo scooter, l’ha inseguita con la sua moto, ma per chiederle di tornare a casa, per parlarle, per farla ragionare. Era andata via senza spiegazioni e tutta la famiglia era disperata”.

Il giudice si è riservato sulla convalida del fermo per omicidio preterintenzionale: la decisione è attesa nel pomeriggio.


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14 settembre, 2020

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