Viterbo – (sil.co.) – Violenza sessuale in piazzale Gramsci, la vittima è stata condotta in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove è giunta in preda al panico e medicata con una prognosi di venti giorni.
Il maniaco, nel frattempo, è accusato anche di avere tentato di darsi alla fuga scappando in treno dopo avere ottenuto gli arresti domiciliari. Lo hanno catturato gli uomini della Polfer alla stazione.
E’ stata lei stessa a dare l’allarme, poco dopo le 20 di giovedì 24 settembre, con una telefonata disperata al 113, la cui centrale operativa ha immediatamente inviato a porta Fiorentina, subito fuori le mura, due pattuglie della squadra volante che hanno arrestato un 34enne d’origine pakistana, regolare in Italia.
Talmente spaventata da non riuscire a dire all’operatore dove si trovasse con precisione e aiutata da un passante che, assistendo alla scena e sentendo le grida di aiuto della donna, le avrebbe tolto provvidenzialmente il cellulare prendendo lui in mano la situazione.
Il presunto maniaco, vestito di scuro e con un cappello nero in testa, l’avrebbe intercettata mentre era sola in strada, tra il fruttivendolo e il ristorante cinese, urlandole contro “siamo tutti fratelli, sono musulmano” poi si sarebbe sdraiato sul cofano della sua macchina per impedirle di partire, facendole il gesto del “ti taglio la gola” con il dito.
L’aggressione sarebbe avvenuta in strada mentre la donna era al telefono con una parente.
“Non essendo nessuno presente e visto il comportamento insistente con il quale si avvicinava il giovane, sono entrata nel negozio di frutta e verdura chiedendo di aiutarmi – avrebbe raccontato agli inquirenti – visto che l’uomo si era ermato fuori dal negozio ho chiesto ai presenti di aiutarmi perché il comportamento di questa persona mi faceva preoccupare. I titolari del negozio, forse perché lo conoscevano mi dicevano che era una persona tranquilla. Allora sono uscita dal negozio, continuando la videochiamata con mia cugina la quale mi consigliava, vista la situazione di entrare in macchina e chiudermi dentro, cosa che facevo”.
Prigioniera dell’abitacolo mentre il pakistano le impediva di partire, guardandola con gli occhi sbarrati attraverso il cruscotto, dopo essersi chiusa dentro, la donna si sarebbe sentita mancare l’aria. “Ho aperto d’istinto il finestrino perché non respiravo – avrebbe raccontato agli investigatori – ma lui se ne è accorto, correndo verso lo sportello e toccandomi dappertutto, prima sul sedere, poi due volte sul seno, mentre gridavo disperata, ho pensato di morire”.
Si sarebbe salvata chiamando la polizia. La donna, apparsa in condizioni critiche ai soccorritori, che l’hanno trovata sotto shock a causa dell’aggressione, è stata refertata dai sanitari del nosocomio cittadino con una prognosi di venti giorni.
Ed è stata sempre lei, nonostante fosse in preda a un attacco di panico, a dare indicazioni precise sull’abbigliamento dell’uomo che l’aveva palpeggiata terrorizzandola mentre era all’interno della sua macchina, permettendone così l’immediata cattura, confortata poco dopo dalle immagini delle telecamere della videosorveglianza di un vicino negozio. Immediato l’arresto, avvenuto in semiflagranza di reato, disposto dalla pm Paola Conti, titolare del fascicolo e convalidato dalla gip Savina Poli.
“Non stava scappando in treno, veniva a costituirsi in questura”
Messo ai domiciliari e atteso alle 15 del giorno successivo, venerdì 25 settembre, in tribunale per la convalida del fermo, il 34enne non si è presentato, così il gip Savina Poli ha convalidato l’arresto per violenza sessuale con il presunto reo latitante.
La pm PaolaConti nel frattempo ha spiccato un mandato di arresto. Rintracciato dal difensore Samuele De Santis, domenica mattina sarebbe stato pronto a consegnarsi in questura. “Invece – spiega il legale – sono arrivati prima gli uomini della polizia ferroviaria che lo hanno fermato alla stazione, arrestato per evasione dai domiciliari e condotto al carcere di Mammagialla. Ma il mio assistito, che non parla italiano, era pronto a costituirsi in caserma”.
Ieri è comparso davanti al giudice Roberto Colonnello che, convalidando l’arresto per evasione ma rimettendo in libertà il 34enne, non ha potuto fare altro che farlo riaccompagnare in carcere in quanto il 34enne non avrebbe un luogo dove stare ai domiciliari, perché il coinquilino non lo rivuole a casa. La difesa sta cercando un ricovero idoneo ai domiciliari.
– Violenza sessuale a piazzale Gramsci, arrestato 34enne
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY