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Viterbo - Nega tutto davanti al gip il 34enne arrestato giovedì sera in piazzale Gramsci - La difesa chiede la scarcerazione: "E' una vittima"

“Non ho violentato nessuno, sono stato scaraventato addosso alla donna”

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Viterbo - Polizia a piazzale Gramsci

La polizia a piazzale Gramsci

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – “Non ho violentato nessuno, sono stato scaraventato addosso alla donna”. 

Nega e rilancia, davanti al gip, il 34enne arrestato giovedì sera per violenza sessuale in piazzale Gramsci in seguito all’allarme di una donna.

Una donna residente da anni a Viterbo, una giovane mamma d’origine dominicana, che  l’uomo avrebbe aggredito sessualmente per strada, tra il ristorante cinese e il fruttivendolo, e poi nell’abitacolo della sua macchina, dopo averle impedito di scappare sdraiandosi sul cofano, mentre veniva ripreso dalle telecamere del negozio d’abbigliamento all’angolo con via Garbini.

La difesa chiede la scarcerazione: “E’ una vittima”. Il giovane è comparso ieri davanti al giudice per le indagini preliminari Savina Poli per l’interrogatorio di garanzia, scortato dalla penitenziaria, essendo stato condotto a Mammagialla domenica dalla Polfer che lo ha bloccato alla stazione su mandato d’arresto della pm Paola Conti, essendo evaso di domiciliari cui era sottoposto dal 24 settembre, senza presentarsi nemmeno all’udienza di convalida di venerdì. 

“Lui domenica era alla stazione perché era venuto a Viterbo in treno per costituirsi. Siccome non ha la macchina e stava raccogliendo patate, come fa in questo periodo, essendo un bracciante agricolo, quando ha saputo di essere ricercato ha preso il treno. Non voleva scappare, dice il difensore Samuele De Santis. 


Articoli: Violenza sessuale a piazzale Gramsci, oggi l’interrogatorio del 34enne scappato dopo l’arresto – Violenza sessuale, l’uomo ai domiciliari catturato alla stazione mentre tentava la fuga – Violenza sessuale a piazzale Gramsci, arrestato 34enne


In aula si è presentato accompagnato dal legale, che ha chiesto la presenza di un interprete in lingua inglese, dato che l’indagato non spiccica una parola di italiano. “E’ emerso che fino a oggi (ieri,ndr) il mio assistito non aveva capito assolutamente nulla di quello che era successo, perché parla a stento l’italiano e soprattutto lo legge malissimo, quindi non aveva compreso né che era agli arresti domiciliari, né di cosa era accusato”, ha spiegato il legale dopo l’interrogatorio. 

Il 34enne, che risulta incensurato, ha risposto a tutte le domande del magistrato, fornendo alla gip Poli la sua versione dei fatti. 

“Ha negato assolutamente di avere mai posto in essere atti violenti o afferenti la sfera sessuale della donna che stava all’interno del negozio. Lui era andato lì perché il negoziante gli doveva dare indietro dei soldi che gli aveva prestato, 250 euro su 500 che lui gli aveva dato. Come è entrata la signora, il cingalese che si trovava nel negozio di frutta e verdura gli ha dato una spinta e l’ha buttato fuori dal negozio, facendolo finire addosso alla cittadina dominicana. Lui dice che sicuramente loro due hanno un rapporto di fiducia, perché da come si erano salutati e rapportati si conoscevano”.

“Dice di non avere posto in essere atti sull’autovettura, ma di avere semplicemente chiesto di non chiamare la polizia, perché potevano esserci dei problemi col permesso di soggiorno, poi si è messo a pregare in ginocchio davanti allo sportello lato guida, appoggiandosi sul tettuccio. Nega qualsiasi volontà o condotta violenta”. 

L’uomo, per il quale sono stati disposti i domiciliari col braccialetto, nel frattempo è stato rispedito in carcere non avendo fissa dimora, in attesa della decisione del gip sulla richiesta di revoca della misura di custodia cautelare della difesa, che propone, essendo peraltro l’indagato incensurato, la misura alternativa dell’obbligo di firma.


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1 ottobre, 2020

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