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Tribunale - Tra i due è finita a carte bollate - Imputato di furto aggravato il congiunto

Fa sfilare il cavallo del fratello alla festa di Sant’Antonio, è guerra

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Tribunale

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Arlena di Castro – (sil.co.) – Fa sfilare il cavallo del fratello durante la festa di Sant’Antonio, scoppia la guerra in famiglia. Tra i due è finita a carte bollate, quando alla presunta vittima sono scomparsi quattro cavalli. Imputato di furto aggravato il congiunto. 

Di nuovo davanti al giudice due fratelli da anni in lite per la gestione di alcune proprietà indivise in località Banditaccia, nelle campagne di Arlena di Castro. Tra i due una tragedia sfiorata, l’11 maggio 2015, quando, colpito da una bastonata in testa che gli sarebbe stata inferta alle spalle dal congiunto, uno è finito in ospedale con una prognosi complessiva di 110 giorni. La vicenda è sfociata in un processo davanti al giudice Giacomo Autizi, in cui si è costituita parte civile la presunta vittima. 

Nel frattempo i due fratelli – a parti rovesciate – sono finiti davanti anche al giudice Gaetano Mautone per il presunto furto di quattro cavalli. Un processo, questo, in cui è imputato il fratello che sarebbe stato preso a bastonate, difeso dall’avvocato Luca Paoletti, e il presunto bastonatore è invece parte civile, assisìtito da legale Corrado Cocchi.

Il movente, secondo quanto emerso durante l’udienza, sarebbe da cercare nella festa di Sant’Antonio che si celebra ogni anno a Piansano. L’imputato, nel 2014, avrebbe prestato uno dei cavalli della parte civile agli organizzatori della manifestazione religiosa che lo hanno fatto sfilare per le vie del paese, cavalcato da una ragazza.

“Era uno dei nostri cavalli e noi non lo avevamo autorizzato, perché l’animale non era assicurato e se fosse successo qualcosa saremmo finiti nei guai – ha spiegato la cognata, moglie della presunta vittima del furto – non era assicurato perché i nostri quattro cavalli non erano da monta, ma li tenevamo allo stato brado in campagna, per la pulizia di un noceto. Erano docili, ma non erano assicurati, quindi ha fatto una cosa rischiosissima. Quando ci siamo trovati di fronte il cavallo montato da una ragazza, alla festa, mio marito è andato su tutte le furie e hanno litigato”.

Successivamente l’attuale imputato avrebbe chiesto l’intervento dei carabinieri, sostenendo che il fratello teneva male i cavalli. “Siamo intervenuti con un veterinario della Asl, ma i cavalli sono risultati tutti ben tenuti”, ha detto una militare che ha preso parte al sopralluogo, secondo la quale gli animali erano però intestati a entrambi i fratelli e non a uno solo.

Secondo la parte civile i quattro cavalli al centro del processo appartengono invece esclusivamente alla vittima, mentre l’imputato ne aveva altri tre. La cavalla madre di tutti gli equini, di nome Farfalla, l’avrebbe comprata negli anni Ottanta il padre dei due fratelli. Poi si è riprodotta e i successivi sarebbero stato tutti suoi parenti. “Ma nel 2010 mio marito e suo fratello hanno diviso i cavalli, che sono stati intestati e microchippati. I quattro che sono spariti erano solo nostri. Lui non poteva prenderli ì, né tantomeno venderli”, ha spiegato la testimone, che gestisce l’azienda agricola col marito. 

I quattro cavalli sarebbero scomparsi dal noceto all’inizio dell’estate di cinque anni fa. “Abbiamo saputo che erano a Valentano e speravamo che ce li riportasse. Invece abbiamo scoperto che li aveva venduti per 2500 euro quando un uomo che li usa per cavalcare è venuto a chiederci i documenti per il passaggio di proprietà. L’ultima mail ce l’ha mandata pochi giorni fa, ma noi non li abbiamo venuti, è stato mio cognato”, ha proseguito la teste.

Il giudice, che nel corso dell’udienza ha auspicato un riappacificamento tra i due contendenti, “siete fratelli”,  ha rinviato il processo al 5 marzo per la discussione e la sentenza. 

– Spacca un bastone sulla testa del fratello, tragedia sfiorata alla Banditaccia

 

 


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19 ottobre, 2020

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