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Tribunale - Ancora una volta a processo il pluripregiudicato "picconatore" del bar Country e la compagna

Coppia scardina persiana e occupa alloggio delle “case minime” con la porta murata

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Il tribunale

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Marco Marcelli - Evaso due volte in due giorni dai domiciliari

Marco Marcelli 

Viterbo – (sil.co.) – Per evitare di trascorrere la notte all’addiaccio scardinano la persiana di un alloggio  del comune alle “case minime”, la cui porta è stata murata per evitare che qualcuno lo occupasse abusivamente. Sono imputati di danneggiamento e possesso di chiavi alterate o di grimaldelli. In realtà, da quanto si è appreso, avrebbero usato delle tronchesine per le unghie. 

Di nuovo nei guai con la giustizia il pluripregiudicato 55enne Marco Marcelli e la compagna 34enne, entrambi difesi dall’avvocato Luigi Mancini, finiti nuovamente sotto processo, stavolta davanti al giudice Gaetano Mautone. Sono la coppia condannata per le “picconate” del 12 settembre 2016 al bar Country, davanti alla stazione di Porta Romana. 

L’8 settembre 2017 lei è stata condannata a sei mesi e lui a tre anni tondi, con la concessione dei domiciliari a casa del padre, a Roma, in quanto quest’ultimo anziano e bisognoso di assistenza.

Marcelli, però, non riuscendo a stare lontano dalla fidanzata, nei mesi successivi si è fatto arrestare almeno 5-6 volte per evasione, continuando a venire a Viterbo in treno dalla capitale per incontrarla. E’ finita che sta in carcere, da dove ieri è stato accompagnato in tribunale scortato dalla penitenziaria. 

Il primo dicembre 2017, appena tre mesi dopo essere stato condannato a tre anni, era di nuovo a Viterbo, in via Vico Squarano, dove sono intervenuti due volte gli uomini della volante, nel primo pomeriggio e la sera tardi. 

“Un vicino ha chiamato il 113 per dire di una coppia composta da un uomo e una donna che stava forzando una persiana al piano rialzato di una casa del comune e litigava con un altro uomo. Quando siamo arrivati, l’unica cosa che abbiamo trovato sono state delle tronchesine per le unghie nella borsa dell’imputata”, ha detto uno degli agenti della prima pattuglia intervenuta. 

“La sera del primo dicembre di tre anni fa, ci hanno chiamato per una persona che sarebbe stata minacciata in un condominio di via Vico Squarano. Delle minacce non abbiamo trovato traccia, ma abbiamo scoperto che gli attuali imputati avevano occupato abusivamente una casa del comune passando dalla finestra perché la porta era murata. Anche noi agenti siamo dovuti entrare passando dalla finestra e abbiamo visto che si erano attrezzati con un materasso per trascorrerci la notte”, ha spiegato un poliziotto della seconda pattuglia. 

Testimone un condomino ultrasettantenne che, secondo l’accusa, avrebbe assistito all’effrazione, ma ha negato di avere visto alcunché. sarà invece accompagnato in tribunale dai carabinieri alla prossima udienza un altro vicino, 41enne, che ieri non si è proprio presentato. Il processo riprenderà l’8 ottobre 2021 e per quel giorno è prevista anche la sentenza. 


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12 ottobre, 2020

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