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Tribunale - Ma al processo la presunta vittima nega di averlo vissuto come una violenza - Ex marito assolto anche dall'accusa di maltrattamenti in famiglia

“Quando non volevo fare sesso, mi teneva ferma, sapendo che non avrei gridato”

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L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini

Civita Castellana – (sil.co.) – Decine di accessi al pronto soccorso in 35 anni di matrimonio, fino al 2018 quando denuncia il marito che viene allontanato e la coppia si separa. 

In due distinte querele, presentate ai carabinieri a gennaio e maggio di due anni fa, lei lo accusava di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, per averla costretta ad avere rapporti quando non voleva. 

Ma ieri, al processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, la donna, una 58enne di Civita Castellana, ha ammesso soltanto di avere avuto con l’ex marito “accese discussioni, come in tutte le damiglie”, per lo più finite a parolacce (“puttana, handicappata, deficiente, non capisci un cazzo”) e “solo 3-4 volte” a schiaffi, calci e pugni, dicendo di rimettere la querela.

E l’ex, nonostante lei si sia anche costituita parte civile, è stato assolto. Anche dall’accusa di violenza sessuale. “Quando non avevo voglia, è capitato qualche volta che mi tenesse ferma, sapendo che non avrei gridato, per non farmi sentire da mio figlio”, ha detto la presunta vittima tra mille reticenze, sottolineando contemporaneamente che lei non lo viveva come un abuso.

Riguardo agli innumerevoli accessi “per aggressione” al pronto soccorso, invece, li ha imputati alla madre: “Quando litigavamo, lei mi metteva le mani addosso”. 

Ultimo teste, il figlio della coppia, un 35enne che dopo la separazione vive con la madre. Anche lui ha sdrammatizzato gli episodi. ” Papà si arrabbiava perchè la mamma stava tutto il giorno in giro, rientrava a casa la sera e non gli preparava da mangiare. Ma anche lei non è che stesse zitta, gli rispondeva”, ha detto.

La procura ha chiesto una condanna a 2 anni e 4 mesi, derubricando la violenza sessuale alla forma meno grave.

Sentito il difensore Franco Taurchini, il collegio ha assolto l’imputato da due capi d’imputazione e stabilito il non luogo a procedere per il terzo per difetto di querela.


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14 ottobre, 2020

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