Marta – (sil.co.) – Furti in gioielleria, al rush finale il processo ai “Bonnie e Clyde” dell’Alta Tuscia.
Si tratta di due presunti banditi, identificati il 19 novembre del 2013 quando si sarebbero presentati per un probabile sopralluogo in una gioielleria di Marta, i cui titolari si sono insospettiti, segnalando ai carabinieri la coppia, composta da un uomo e una donna, che a distanza di sette anni sono ancora sotto processo davanti al giudice Giacomo Autizi.
Ieri sono state sentite le due testimoni oculari, all’epoca titolari di una gioielleria in paese, dove i presunti banditi avrebbero colpito anche in un altro analogo punto vendita.
“Erano un uomo e una donna che avevano qualcosa di strano. Sono entrati, ma non hanno comprato nulla. Il loro modo di fare però ci ha insospettito, per cui abbiamo segnalato il fatto ai carabinieri, consegnando loro anche il filmato con le immagini dei due soggetti immortalati dalle telecamere della videosorveglianza interna al punto vendita”, hanno spiegato.
La coppia di presunti ladri sarebbe stata notata anche da altri gioiellieri della provincia, tra cui una commerciante di preziosi di Bagnoregio, che li avrebbe visti in giro a bordo di una Renault Clio, spargendo anche lei la voce. Tra gli addetti ai lavori, grazie al passaparola, sarebbe scattato l’allarme, col risultato di alzare l’attenzione sui clienti per paura che si trattasse di potenziali malviventi passati per un sopralluogo.
Fatto sta che in quel periodo banditi seriali specializzati in furti nelle gioiellerie avrebbero colpito o tentato di colpire diversi negozi di preziosi anche in altri centri della Tuscia. E uno dei furti è stato per l’appunto messo a segno a Marta.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato al prossimo 19 novembre per sentire l’ultimo testimone e la sentenza. Curiosa coincidenza, quel giorno saranno passati esattamente sette anni dalla segnalazione dei sospetti “Bonnie e Clyde” ai carabinieri.
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