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Viterbo - Trentenne condannato a un anno e un mese

Gli piombò in casa e lo pestò a sangue

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Gli piombò in casa e lo pestò a sangue.

E’ stato condannato a un anno e un mese B.I., 30enne romeno residente a Viterbo. L’accusa era violazione di domicilio e lesioni gravi, per aver sfondato la porta di casa del vicino per poi prenderlo a calci e pugni.

Tra la vittima, un 50enne viterbese, e i suoi vicini le liti condominiali erano all’ordine del giorno. Sempre per futili motivi, come il troppo chiasso dei bambini o il portone del palazzo lasciato aperto. La tensione è esplosa la sera del 13 agosto 2010: B.I. e il cognato 38enne T.M. hanno fatto irruzione nell’appartamento del vicino, in via del Giglio, a Viterbo, e lo hanno picchiato. “La moglie di uno dei due, intanto, mi insultava dal pianerottolo”, ha dichiarato la vittima in aula.

T.M. ha patteggiato all’inizio del processo. Per B.I., invece, la condanna è arrivata ieri: tredici mesi di reclusione (il pm Barbara Santi ne aveva chiesti quattordici), più pagamento di una provvisionale da 3mila euro e di costituzione di parte civile.

Ad assistere il 50enne picchiato, l’avvocato Enrico Mezzetti. L’imputato era invece difeso da Chiara Calandrini, che aveva chiesto l’assoluzione.

 


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4 dicembre, 2012

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