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Tribunale - Imputate di furto aggravato in concorso tre donne - Bloccate dalla Polfer su un treno pieno di pendolari

Nascondono cellulare rubato nel bagno della stazione avvolto nella carta igienica…

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Polfer in stazione

Polfer in stazione

Orte – (sil.co.) – Viaggiano sul treno senza biglietto, fanno baccano e per di più rubano il cellulare a un viaggiatore. Protagoniste tre nomadi, fermate  dalla Polfer a bordo di un convoglio carico di pendolari.

Il telefonino rubato hanno cercato di nasconderlo nel gabinetto della stazione avvolgendolo nella carta igienica. 

Protagoniste tre nomadi di etnia rom, fermate  il 22 marzo 2017, verso le otto del mattino, sul treno Roma-Firenze dagli agenti della polizia ferroviaria in seguito all’allarme lanciato dal capotreno, che aveva segnalato la presenza sul convoglio delle tre passeggere che, oltre ad essere prive del titolo di viaggio, avrebbero anche piantato grane, disturbando i numerosi pendolari che a quell’ora del mattino si trovavano sul convoglio. 

“Le abbiamo fatte scendere, invitandole a seguirci in ufficio per l’identificazione”, ha spiegato un agente della Polfer al giudice Silvia Mattei, davanti alla quale le tre donne dovevano rispondere di furto aggravato in concorso.

“Una ha chiesto di passare prima alla toilette della stazione, proprio mentre un viaggiatore veniva a dirci che gli era stato rubato il cellulare, un Samsung con lo schermo vistosamente rigato, da parte di una delle tre, che indossava un giubbotto grigio come il suo. Allora, quando è uscita, abbiamo ispezionato il bagno, trovando per terra dietro il water il telefonino, che era stato avvolto nella carta igienica. E siccome alla vittima era stato portato via anche il caricabatterie, un’altra delle rom ce lo ha consegnato spontaneamente, estraendolo da un borsello attaccato alla cintura”, ha proseguito, escludendo equivoci sulla responsabilità delle imputate.

Il pm ha chiesto che le tre donne venissero condannate a due anni di reclusione e 400 euro di multa ciascuna. Il giudice, escludendo le aggravanti e riconoscendo le attenuanti, ha condannato le nomadi a sei mesi e 154 euro di multa ciascuna, con sospensione della pena. 


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12 novembre, 2020

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