Viterbo – (sil.co.) – Per chiudere l’anno in bellezza, un buon affare alla vigilia di Natale. Invece era una truffa.
E’ successo a un rivenditore all’ingrosso di carburante viterbese, leader nella distribuzione di prodotti petroliferi, vittima di un cliente occasionale che ha pagato con un assegno “tarocco” una maxi fornitura di duemila chili di gasolio.
Però ha lasciato una lauta mancia all’autista che glielo ha portato in tempo per le feste.
“Era la fine del 2017, ci siamo sentiti al telefono, poi ha mandato una mail di conferma dell’ordine. Avevamo pattuito il pagamento con assegno allo scarico”, ha spiegato al giudice Giacomo Autizi il titolare della ditta.
“Fatto sta – ha proseguito la parte offesa, parte civile con l’avvocato Michele Ranucci – che il 21 dicembre ho mandato un autista a scaricare il gasolio al cantiere indicatomi, da dove l’addetto è tornato tutto contento perché aveva ricevuto una lauta mancia. Il che, dati i tempi di crisi, mi fece sorgere qualche sospetto. Infatti venni a sapere che l’assegno aveva uno specimen non conforme al titolare del conto, ovvero non era del mio debitore ma di un’altra persona”.
“E’ stato un colpo mordi e fuggi. Quando l’ho scoperto, il cliente occasionale si era già volatilizzato e non si è più fatto trovare. Il 30 marzo 2018 mi sono deciso a sporgere querela”.
L’imputato, difeso da un avvocato di fiducia del foro di Catanzaro, non era presente in aula, così come il suo legale. Il processo riprenderà comunque, proseguendo anche in sua assenza, il prossimo 17 giugno.
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