Viterbo – (sil.co.) – Madre e figlia abbracciate che piangono insieme alla fine dell’udienza. E’ successo ieri dopo la testimonianza della madre che, ancora carica di sofferenza, ha raccontato di quando la figlia quindicenne si è invaghita di un 27enne che gliela avrebbe portata via di casa quando era ancora adolescente.
“Ci ha portato via nostra figlia quindicenne per insultarla e picchiarla”, ha detto la donna, raccomtando le sofferenze di tutta la famiglia.
L’uomo, dopo una relazione durata circa cinque anni e una bambina avuta dalla presunta vittima, è finito sotto processo davanti al giudice Silvia Mattei per maltrattamenti in famiglia.
“Io e mio marito non siamo riusciti a fare niente per evitare che nostra figlia di 15 anni frequentasse quel ragazzo tanto più grande. Di notte usciva dalla finestra per scappare da lui. Non si sa quante volte, visto che era minorenne, abbiamo chiamato la polizia, i carabinieri, i servizi sociali. Nonostante la insultasse e alzasse le mani, lei tornava sempre da lui. L’abbiamo denunciato non so quante volte, anche per sequestro di minori”.
“Nostra figlia ha capito con chi aveva a che fare solo quando l’ha picchiata mentre lei teneva la bambina in braccio. Una volta davanti al bar del Sacrario le ha spaccato un labbro, ci ha chiesto aiuto, quando siamo arrivati sanguinava. Ci chiamava e noi correvamo, poi tornava da lui”, ha raccontato la donna, ripercorrendo i tanti episodi in aula.
Per nove mesi la coppia ha convissuto con i suoceri. “Io ho dormito per tutto il tempo sul divano, mio marito in camera col figlio e a loro avevamo dato la nostra camera matrimoniale. La notte non chiudevamo occhio per le urla, gli insulti, le botte. La menava anche davanti a noi, le diceva ‘sei una puttana, la figlia non è mia’. Lei era succube, aveva paura, la minacciava di morte, le diceva che avrebbe dato fuoco alla casa dei genitori. Minacciava di morte anche me. Quando vivevano da noi, lui la mattina si alzava a mezzogiorno e si metteva a bere vino e birra in giardino”, ha proseguito.
“Sono stati 4-5 anni terribili, ci ha fatto veramente stare male”, ha concluso, correndo poi ad abbracciare la figlia che non ha preso una parola seduta in prima fila nell’aula semi deserta a causa delle restrizioni anticovid.
Il processo riprenderà il prossimo 29 gennaio.
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