![]() Giulio Marini |
– “Ha fatto bene Berlusconi”.
Giulio Marini ha pochi dubbi. Mentre l’Italia è divisa sulla ricandidatura dell’ex premier, il coordinatore provinciale del Pdl non se la sente di condannare questa scelta. Anzi.
Del resto, per Marini, Berlusconi aveva fatto un passo indietro per permettere l’aggregazione delle forze moderate. Un segnale che invece non è stato colto. In particolare dall’Udc.
Il futuro del Pdl nazionale prende forma, restano invece dubbi per le regionali e il comune. Serve una data. Solo dopo per il sindaco di Viterbo si capirà il da farsi.
Cosa ne pensa della discesa in campo di Berlusconi?
“Un anno fa, l’entrata di Monti al governo è stato un ribaltone pilotato privo di democrazia – afferma Marini -. In quel periodo ho dato le dimissioni e i miei ex colleghi invidiavano questa scelta, perché allora il Parlamento non aveva più senso. Non ho mai apprezzato la decisione di fare un governo tecnico senza andare a elezioni. Chiudere questa legislatura, tutto sommato, è un ritorno alla democrazia vera, in cui chi affronta le tematiche, prova a risolverle mettendoci la faccia. Spero si possa trovare presto la strada perduta”.
Sì, ma che ne pensa del fatto che ci sarà di nuovo Berlusconi?
“Credo che Berlusconi abbia tentato in tutti i modi di non ricandidarsi. L’idea era quella di dare la possibilità ai moderati, che oggi sono spaesati, di avere u punto di riferimento. Il messaggio era diretto all’Udc che però non lo ha colto e non ha aperto all’elettorato del centrodestra. Casini è rimasto a fare la stampella del Pd e Berlusconi è stato costretto a ripresentarsi”.
Costretto da cosa?
“Lo fa per motivare l’elettorato moderato e di centrodestra a partecipare alle elezioni e poi è spinto da una grande voglia di vincere. Credo dunque sia democraticamente corretto e giusto che, in questo momento di difficoltà, Berlusconi entri in campo per riaggregare quell’elettorato che si è disperso in un anno di governo Monti”.
Secondo lei, oltre Berlusconi, non c’è un altra figura in grado di riunire il popolo del centrodestra?
“Lui ha dato la sua disponibilità a individuare persone diverse, ma il segnale non è stato colto. L’Udc che doveva riunire il Pdl e le altre forze moderate, non lo ha fatto. L’idea del partito popolare europeo è sfumata. C’è stato solo una messa in scena preordinata tra Bersani e Casini”.
Non poteva presentarsi Alfano, magari con Berlusconi alle spalle?
“La scelta di Berlusconi sta motivando parecchia gente dell’ex Forza Italia. Mi sono già potuto rendere conto che molte persone che si erano un po’ disperse, si stanno rimettendo in circolo. Sono certo che, se non ci fossero state certe condizioni, Berlusconi non si sarebbe ricandidato, ma venendo meno l’aggregazione coi moderati, il presidente ha fatto questa scelta ed è giusto che rientri”.
Il segretario provinciale del Pd, AndreaEgidi, ha annunciato per il 20 gennaio le primarie per la scelta del candidato sindaco. Cosa farà il Pdl?
“Mi sembra poco credibile – commenta Marini -, perché a seconda della data delle elezioni, prima dovranno essere presentate le liste. Mi pare ormai l’epoca delle dichiarazioni inutili. Sono favorevole alle primarie, ma senza scadenze precise è difficile programmare. Inoltre prima dobbiamo individuare la coalizione”.
Qualche idea per le alleanze?
“Fino a qualche giorno fa si poteva ipotizzare in Regione un’esperienza condivisa Udc-Pdl. Non è così. Le strategie cambiano in base agli alleati. Prima definiamoli e poi vediamo quale sarà il candidato migliore. Certo è che il sindaco della prossima consiliatura dovrà pagare un dazio, che non dipende dalla precedente amministrazione. E’ quello del governo Monti che ha tagliato di 4 milioni di euro il bilancio e ha portato all’aumento della Tarsu di un milione 300mila euro. Un’ulteriore mannaia sulle tasche dei cittadini”.
In Comune, quindi, c’è un’apertura all’Udc?
“C’è piena disponibilità a discutere e a verificare le condizioni migliori e i programmi condivisi. Solo dopo si sceglierà il candidato sindaco”.
Quindi ben venga l’alleanza…
“Dobbiamo trovare una formula, tenendo sempre conto degli interessi della città. Io penso ancora alla lista civica con uomini e donne in grado di tutelare il territorio”.
Di norma il sindaco uscente si ricandida. Lei cosa farà?
“Prima di tutto, sgombero il tavolo da regole prefissate. Verificherò se ci sono formule nuove e solo dopo darò la mia disponibilità a discutere”.
Cosa intende per formule nuove?
“Formule nuove di aggregazione. La mia candidatura non sarà prioritaria nella discussione politica. Sono molto aperto. Per il bene della città, mi sono reso conto di essere molto più aperto di quello che pensavo”.
Cosa c’è nel suo futuro?
“Ci sono tante cose…”.
Per esempio?
“Per esempio il disimpegno dalla politica”.
Si dimetterà prima delle elezioni?
“Non c’è ancora una data e quindi è impossibile fare un ragionamento su questa possibilità”.
Avrà seguito il dibattito delle primarie del centrosinistra. C’è chi ha sostenuto che Renzi ha ricevuto voti dall’elettorato di centrodestra. Cosa ne pensa?
“E’ successo anche per le altre primarie – afferma senza sorpresa -. Non mi sembra niente di nuovo, credo solo ci sia gente che vuole partecipare e non lo reputo peccaminoso”.
E di Renzi che idea si è fatto?
“Ha un’elettorato moderato, provenendo da un’esperienza di questo tipo. Il suo essere fuori dagli schemi, a differenza di Bersani, ha affascinato. Si tratta di un nuovo modello di politica”.
Non la preoccupa questo spostamento dell’elettorato?
“No – sostiene -. Capita. Sono convinto che, in questi anni, mi ha votato gente di sinistra e non credo sia scandaloso. Probabilmente è accaduto perché in certi momenti e a certe condizioni ho dato loro fiducia”.
Come vi state preparando per le politiche e le regionali?
“Ancora è presto per dirlo. Aspettiamo la data ufficiale delle elezioni e in settimana vedremo di individuare una strategia”.
Paola Pierdomenico
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