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Viterbo - L'associazione rompe il silenzio dopo la rinuncia a partecipare al progetto per il Centro antiviolenza e casa rifugio - Affidato dall'amministrazione dopo 3 anni

“Erinna poteva essere sostenuta dal comune…”

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Anna Maghi, presidente dell'associazione Erinna

Anna Maghi, presidente dell’associazione Erinna

Viterbo – Affidamento centro antiviolenza e casa rifugio, dopo tre anni il comune ha approvato la delibera e in consiglio Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha puntato il dito contro l’amministrazione per il tempo perso e per avere fatto cadere nel vuoto gli appelli lanciati dall’associazione Erinna, costretta alla fine a rinunciare al progetto.

Oggi Erinna rompe il silenzio, attraverso una lettera aperta in cui ripercorre le tappe di una vicenda dai tratti amari e ringrazia chi si è ricordato dell’associazione, che comunque ha continuato a operare. 


Il silenzio di Erinna – lettera aperta

Cogliamo l’occasione dell’intervento della signora Chiara Frontini – consigliera comunale del comune di Viterbo- per ringraziare dell’attenzione riservata all’associazione Erinna in occasione della discussione del punto all’ordine del giorno per l’affidamento del centro antiviolenza e della casa rifugio; affidamento arrivato dopo tre anni di rilassatezza da parte di chi avrebbe dovuto farsene carico e averne cura. In questi tre anni il Centro antiviolenza Erinna ha continuato a sostenere le donne in difficoltà.

Ringraziamo la signora Frontini per aver portato alla luce la situazione in cui si è trovata Erinna in seguito al comportamento del comune di Viterbo; Erinna poteva essere sostenuta con denari anticipati dal comune di Viterbo in attesa che l’istituzione trovasse i suoi tempi per attuare i progetti finanziati, peraltro i fondi stanziati dalla regione erano già nelle casse comunali, i progetti vincitori del bando sono stati elaborati e scritti da Erinna e dati gratuitamente al comune. Negli altri comuni del Lazio, finanziati dallo stesso bando, le cose non sono andate come a Viterbo.

Esprimiamo, anche, gratitudine alla signora Daniela Bizzarri per aver ricordato il costante impegno di Erinna, sempre e in ogni situazione.

Siamo liete che ci siano forze in campo per contrastare l’odiosa violenza sulle donne, e di conseguenza su bambini e bambine coinvolte nel clima violento, ed è per arrivare a questo momento che Erinna si è fatta da parte ed è stata in silenzio. L’obiettivo è avere un luogo, o più luoghi, di riferimento per le donne in difficoltà.

In questa nostra provincia, se invece di inseguire l’egemonia, forse più per vanità che per avere cura della complessità della violenza che culturalmente riguarda tutte le donne; se invece di tentare di coinvolgere Erinna per affermare una forza contro l’altra si fosse cercato di valorizzare ciò che è stato costruito in vent’anni di storia di questo territorio, si fosse cercato di “fare rete” per avere più forza nel contrastare una cultura che legittima, anche inconsapevolmente, la violenza, non ci sarebbe questo silenzio di Erinna.

Se tutto questo è accaduto – e tutto il resto non è accaduto – vuol dire che c’è ancora molto da fare nel nostro territorio.

Ma Erinna non è scomparsa. Il suo sapere, la sua competenza, il suo rigore, le sue abilità restano in questo territorio, e le donne lo sanno.

Associazione Erinna


Articoli: Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Centro antiviolenza, abbiamo dovuto aspettare tre anni…”  – Daniela Bizzarri (Pd): “Durante il lockdown le donne erano ancora più esposte agli abusi degli uomini”


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8 dicembre, 2020

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